Lombardi ribalta tutto: “Ecco perchè hanno ucciso Ciariello”

Maddaloni. Quel delitto, già incardinato in due procedimenti, non è oggetto dell’ultimo provvedimento, ma nell’ordinanza notificata ieri a 19 persone l’omicidio di Francesco Correra viene fornito sotto un altro punto di vista, peraltro privilegiato.

A raccontarne i retroscena, rimasti nell’ombra fino a due anni, è Michele Lombardi: “o’ cecato” nell’interrogatorio del marzo 2016 svela anche altro, ad esempio come Antonio Esposito abbia dal momento della scarcerazione avvenuta nel 2015 diretto l’attività illecita di detenzione e spaccio di droga nonchè l’attività estorsiva rapportandosi con Angelo De Matteo e con Sartana al quale avrebbe garantito secondo il pentito soldi per il mantenimento delle famiglie dei detenuti.

Lombardi racconta di via Feudo caduta sotto la gestione del crack e dell’eronina da parte del gruppo dei fanalini (la famiglia Gagliardi-Bernardi) dopo l’omicidio Francesco Correra “Ciariello”, addetto alla riscossione delle quote dello spaccio e assassinato nel settembre 2015 da Antonio e Alessandro Zampella, congiunti dell’Aniello Zampella arrestato ieri dalla polizia nell’operazione.


“Il vero movente della morte di Ciariello non è quello emerso finora (lite per debiti, ndr). Dopo la morte di Francesco Correra la piazza di spaccio di crack e cocaina che prima era a via Feudo e che era gestita dai fratelli Gagliardi detti fanalino che operano congiuntamente alla madre nella zona dove abitava Vittorio Lai. Insieme ai Gagliardi opera anche Fabio Romano detto o’ zingariello insieme al padre ed alle due persone arrestate per l’omicidio di Correra.

Il vero motivo per il quale l’hanno ucciso è che Correra pretendeva il pagamento di una parte dei proventi derivanti dalla vendita di droga direttamente dal gruppo di Fabio Romano, in virtù del fatto che Correra riteneva di essere il referente del gruppo camorristico su Maddaloni e che quindi rivendicava il pagamento di 300 euro alla settimana per garantire loro la prosecuzione dell’attività di spaccio in quella zona”.

Michele Lombardi e Francesco Correra (defunto)



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