I Massaro volevano mettere le mani sui lavori pubblici nel Comune di Arienzo

San Felice a Cancello/Arienzo. I Massaro volevano mettere le mani sui lavori pubblici nel Comune di Arienzo.
E’ questo quanto emerge dalla vicenda conclusasi lunedì nel primissimo pomeriggio sulla Nazionale Appia, presso il bar La Sosta, dove sono stati arrestati Clemente Massaro 23enne di Talanico, giovane membro della nota famiglia malavitosa e Raffaele Pascarella, 30enne da Durazzano.
Quest’ultimo sembra avere una posizione più marginale e fu già coinvolto in un’operazione per la quale fu accusato di favoreggiamento al boss Raffaele Piscitelli.
Di fatto era il vivandiere del cervinaro durante la sua latitanza.
Pascarella poi è passato a lavorare con Massaro come pastore, e probabilmente lo aveva accompagnato al ritiro dei soldi.


PASCARELLA E MASSARO

La persona estorta non è un imprenditore del territorio suessolano e sta eseguendo lavori per un appalto grosso ad Arienzo, fondi regionali, affidati dalla stazione unica appaltante.

Non ci ha pensato un attimo a denunciarli, probabilmente era la tangente del periodo di Pasqua.
Massaro ha commesso un errore piuttosto elementare, quello di cercare soldi ad un imprenditore di grosso spessore e che ha già denunciato il racket in passato contribuendo a mandare in cella gente di un certo livello.

Si è ripetuta una storia molto simile ad una accaduta poco più di 11 anni fa, sempre ad Arienzo, dove ad essere beccato fu sempre un ras di San Felice che cercò il pizzo ad una ditta che veniva dall’agro aversano.

Domani mattina Pascarella e Massaro compariranno davanti al giudice Rossi per l’interrogatorio di garanzia fissato in carcere.




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