“Nicola fu mandato in esilio in Romania dal boss”

Casapesenna. Doveva curare gli affari certo, ma c’erano anche altri motivi per i quali Nicola Inquieto, 43 anni, venne mandato in Romania. Nell’Est Europa si era insediata una sorta di ambasciata estera per i business degli Zagaria, almeno secondo la ricostruzione della Dda di Napoli.

La scelta “dell’ambasciatore” era stata presa in prima persona dello stesso Michele Zagaria. A raccontarlo all’interno dell’ordinanza siglata dal gip Federica Colucci e notificata questa mattina ai fratelli Giuseppe e Nicola Inquieto dagli uomini della Dia è Antonio Iovine, che con Zagaria ha diviso la guida della cosca ma anche il destino di primula rossa.

“O Ninno” ha raccontato che il boss di Casapesenna convocò proprio Nicola Inquieto e gli ordinò di andare in Romania per neutralizzare il rischio che finiscano sotto i riflettori della Dda i collegamenti tra lui e la famiglia Inquieto, considerando il nascondiglio realizzato a casa del fratello Vincenzo.


In un verbale del maggio scorso Generoso Restina ha riferito di aver saputo dal boss Zagaria, che aveva ospitato in casa, che “Nicola si era sparato con una persona per un litigio per futili motivi. Questa circostanza fece arrabbiare molto Michele perchè lo aveva esposto a rischi in quanto per suo volere tutti i suoi fiancheggiatori dovevano stare lontani dai fatti di natura delittuosa e, soprattutto, non dovevano possedere assolutamente armi da fuoco Per questo motivo – sempre secondo il racconto di Zagaria poi riferito da Restina Nicola Inquieto fu picchiato e esiliato in Romania, paese della moglie”.




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