Pentito svela: “Tre politici si sono visti con Zagaria”

Casapesenna. Il boss dei Casalesi a colloquio col parlamentare. E’ l’ennesimo velo squarciato sul rapporto tra politica e clan Zagaria quello svelato dal pentito Generoso Restina nelle pagine dell’ordinanza notificate questa mattina ai fratelli Nicola e Giuseppe Inquieto, accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso.

Tra le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia ci sono pure le accuse di Restina, che dal 2005 al 2008 ospitò Michele Zagaria, prima di Vincenzo Inquieto, fratello dei due imprenditori arrestati all’alba. Restina ha riferito alla Dda di Napoli di presunti incontri di Michele Zagaria con personaggi politici come il senatore Luigi Cesaro e con ex sindaci di Casapesenna e di Aversa

Centinaia di milioni di euro sotto chiave

Appartamenti, ville di lusso, società e centri benessere: il tesoro del boss Michele Zagaria, dal valore ancora da quantificare ma comunque nell’ordine di centinaia di milioni di euro, si trovava in Romania, gestito da due imprenditori legati all’ex primula rossa della camorra, catturato nel 2011 dopo una lunghissima latitanza. Il patrimonio immobiliare è stato individuato dagli uomini della Dia, nell’ambito dell’operazione “Transilvania”.


L’inchiesta si è conclusa oggi con l’esecuzione di due ordinanze di custodia in carcere nei confronti dei fratelli originari di Aversa, Nicola e Giuseppe Inquieto, di 43 e 48 anni anni, il primo residente in Romania. Sono accusati di partecipazione ad associazione per delinquere di tipo mafioso. Le indagini su Nicola Inquieto, che è stato arrestato a Pitesti, hanno portato alla scoperta di un imponente patrimonio societario e immobiliare in Romania, tra imprese di costruzione, centri benessere, varie centinaia di appartamenti già ultimati o in costruzione.

In Romania il clan aveva realizzato una sorta di “testa di ponte” e gli Inquieto rappresentavano il bancomat dell’organizzazione fornendo il denaro in contanti per le esigenze degli esponenti della cosca e delle famiglie dei detenuti. Una indagine basata su intercettazioni telefoniche e ambientali e sulle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, con il coordinamento del procuratore Giovanni Melillo, degli aggiunti Giuseppe Borrelli e Luigi Frunzio e dei pm della Dda Catello Maresca, Alessandro D’Alessio, Maurizio Giordano e Simona Belluccio.

Gli altri indagati

Sono indagati a piede libero anche quattro esponenti di una nota famiglia titolare di caseifici: si tratta di Mario Nobis, Salvatore Nobis, Giovanni Nobis e Rita Fontana. Per il loro il gip ha rigetta la richiesta di misura cautelare.




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