“Guida al sole sano”, il convegno sull’abbronzatura alla Gesuè

SAN FELICE A CANCELLO. La primavera quest’anno sembra arrivata con ritardo, ma mancano davvero pochi mesi all’estate e stamattina già si è svolto, presso l’Istituito Comprensivo Francesco Gesuè, l’incontro formativo “Guida al sole sano” al quale hanno preso parte gli alunni delle scuole medie di via Roma e un gruppo di esperti del settore benessere che hanno illustrato ai ragazzi come proteggersi  dal sole nelle stagioni più calde. Un convegno che si è aperto con i saluti della preside Teresa Mauro e che ha visto gli interventi dell’estetista esperta del settore estetico, Michela Marino; l’estetista Rosaria Dottorestagna, beauty trainer e membro del CNA e la nutrizionista e biologa, Giuseppina Bove.

Prima di parlare degli apporti positivi e negativi dell’esposizione solare è stata tracciata una breve storia sull’abbronzatura partendo dal primo popolo che iniziò a prendersi cura di sé e della propria pelle: gli etruschi .

Le donne, infatti – ha spiegato l’estetista Michela Marino – si proteggevano dai raggi UV e per questo nelle raffigurazioni pittoriche compaiono con una pelle diafane, quasi trasparente. I romani, invece, furono i primi a creare i primi complessi termali per il benessere psico-fisico dell’uomo. Il colore della pelle nell’antichità era di fatto una componente che distingueva l’appartenenza ad un determinato status sociale, in quanto i ricchi ostentavano il colore chiaro della pelle per differenziarsi dai plebei che invece erano abbronzati in quanto sottoposti, durante l’arco della giornata, al sole perché lavoratori di campi. A cavallo tra Illuminismo e Romanricismo, tra ‘700 e ‘800, nascono i primi prodotti clinici per sbiancare l’epidermide. Solo nel Novecento si avrà una svolta che ribalterà la sorte dell’abbronzatura: essa non sarà più un tratto distintivo negativo, ma sinonimo di bellezza e benessere. Chi è ricco, infatti, poteva permettersi il lusso di andare al mare o in montagna e guadagnarsi la tintarella, mentre gli operai, appartenenti ad una classe sociale minore, erano costretti a lavorare nelle fabbriche. Anche oggi l’abbronzatura continua ad avere un valore positivo, anche se spesso si dibatte sui benefici o meno delle lampade abbronzanti”.


Dopo l’intervento di Michela Marino la parola è passata  alla nutrizionista Bove che ha illustrato le funzioni della pelle e soprattutto ha sciolto i dubbi degli alunni al quesito “Com’è fatta la nostra pelle?”. “Epidermide, derma e ipoderma. Essa può assumere colori diversi grazie alla melanina che viene prodotta dai melanociti quando i raggi del sole colpiscono l’epidermide, – ha aggiunto la dottoressa Bove – ciò però riguarda solo le etnie di carnagione chiara, mentre per coloro che hanno la pelle scura, essa è prodotta costantemente”. Tra i benefici dell’esposizione solare ha ricordato la cura depressiva  e di altre malattie causate dalla mancanza di vitamina D.

Per quanto concerne i vari fototipi della pelle,  ne ha parlato Rosaria Dottorestagna, facendo un’illustrazione anche dei raggi UVA, UVB, UVC e delle differenze che li contraddistinguono.

Data la pericolosità dei raggi ultravioletti, bisogna proteggersi con le creme solari. Queste idratano e contengono filtri che sono fisici e chimici e vengono  prodotte in laboratori. – Ha poi concluso – Per una buona abbronzatura è necessaria una buona alimentazione e a tal scopo è opportuno consumare nella dieta alimenti ricchi di vitamine A, C ed E, sali minerali e acqua”.




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