“Azioni da clan”: 1500 contro Papa. Il profilo dell’arrestato

Grazzanise. “Sono stato io”. Sono le uniche parole pronunciate di fronte al pm Giampaolo Melchionna di Raffaele Papa, 29 anni, di Grazzanise che nel pomeriggio di ieri ha sparato con una pistola a due fratelli, uccidendone uno e ferendo l’altro oltre a una donna che passava in quel momento in via Matteotti a Follonica (Grosseto).

L’uomo, dopo essere rimasto in silenzio dal momento in cui è stato fermato dai carabinieri a Grosseto, circa due ore dopo aver sparato, ha deciso di confessare ma non ha aggiunto altri particolari perché “non me li ricordo”. Il 29enne è difeso dall’avvocato Carlo Valle.

Il profilo del 29enne assassino

Raffaele Papa, il 29enne che ieri a Follonica (Grosseto) ha sparato e ucciso Salvatore De Simone, 42 anni, e ferito il fratello Massimiliano e una donna che passava per caso in via Matteotti, dove l’uomo ha estratto la pistola e ha fatto fuoco, è arrivato nella cittadina toscana sei o sette anni fa. Qui ha messo in piedi un’agenzia di pompe funebri, un’attività che a Grazzanise, in provincia di Caserta, di dove è originaria la sua famiglia, era portata avanti già dai suoi nonni.

Il 29enne però lavora anche nella gastronomia di cui è titolare il padre, Antonio Papa, e cui locali si trovano accanto all’hotel Stella dei fratelli De Simone. Antonio Papa, in passato, era stato coinvolto in almeno due inchieste sulla camorra: Ex vice sindaco Dc di Grazzanise nel 1991, a 29 anni, venne sospeso dal prefetto perchè coinvolto in un’inchiesta che riguardava alcuni boss della zona (il Consiglio comunale fu sciolto l’anno dopo per infiltrazioni mafiose), è arrivato in Toscana solo da quattro anni.


La marcia dei 1500, il sindaco tira in ballo i clan

Erano oltre 1500 le persone presenti alla fiaccolata organizzata stasera dall’Amministrazione comunale a Follonica (Grosseto) dove ieri Raffaele Papa, 29 anni, ha sparato e ucciso Salvatore De Simone e ferito il fratello Massimiliano. Ferita anche una 55enne. Il corteo lungo e silenzioso, ha attraversato il centro storico. “Non dobbiamo aver paura di chiamare le cose con il loro nome: si tratta di tipiche dinamiche di stampo mafioso”, ha detto il sindaco Andrea Benini. “La criminalità va combattuta – ha concluso – e siamo qui per dare un senso e impegnarci concretamente”.




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