Inquieto davanti al giudice, si va verso l’estradizione

Aversa/Casapesenna. Entro metà maggio Nicola Inquieto dovrà tornare in Italia. Nella giornata di ieri, infatti, l’imprenditore dell’agro aversano catturato in Romania con l’accusa di far parte del clan Zagaria è stato ascoltato dai giudici.

L’interrogatorio si è tenuto a Pitesti, città nella quale si era trasferito (secondo i pentiti su ordine proprio del boss dei Casalesi) e dove è recluso. La Corte romena, al termine dell’interrogatorio avvenuto per rogatoria ha emesso un decreto di estradizione: Inquieto entro un mese tornerà in Italia per essere sottoposto al giudizio dei nostri tribunali.

Inquieto, in camicia chiara e jeans (nel video della collega Marilena Natale), dopo il faccia a faccia coi magistrati è ritornato in carcere come disposto dal gip Federica Colucci. Nicola Inquieto è ritenuto colui che avrebbe riciclato, per conto dell’ex boss dei Casalesi Michele Zagaria, centinaia di milioni di euro frutto dei business illeciti creando un impero economico in Transilvania, regione romena, rappresenta quella del tipico fiancheggiatore nullatenente che, complice la fiducia del capoclan, ha poi fatto il salto di qualità diventando custode di parte del “tesoro” del boss e titolare di beni del valore di oltre 100 milioni euro, che però erano in effetti di Zagaria.


A Pitesti, città a 110 km da Bucarest, Inquieto risiedeva in una villa di tre piani con piscina coperta e risultava proprietario di centinaia di appartamenti; nel gennaio scorso avrebbe dovuto aprire anche un centro benessere. La sua ascesa nel clan emerge dall’ordinanza firmata dal Gip Federica Colucci, che ha ordinato l’arresto anche del fratello di Nicola, Giuseppe Inquieto. Nel gennaio 2004 Nicola fu denunciato dai carabinieri perché nella casa a lui intestata, la cui proprietà era riconducibile a Michele Zagaria, ubicata in via Po a San Cipriano d’Aversa, fu rinvenuto un bunker nel quale si nascondeva Carmine Zagaria, fratello del boss.

Inquieto a investito in Romania un fiume di danaro consegnatogli da Zagaria. Ne parla l’altro collaboratore Generoso Restina, che dice che Zagaria rifiutò un investimento sicuro di 300mila euro con una società finanziaria di Roma perché “preferiva dare i soldi a Nicola Inquieto che gliene faceva guadagnare tanti in Romania, attraverso investimenti nel settore edile”.

Inquieto dopo l’interrogatorio (video Marilena Natale)




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