“Mi devi dare 2 telefoni ed un tablet per me e i miei compagni di San Felice”

Santa Maria a Vico/San Felice a Cancello. Michele Lettieri si faceva pagare le estorsioni direttamente con la merce.
Questo accade nell’estate del 2015 ad un negoziante di Santa Maria a Vico che vende telefonini.
Ad accompagnarlo al negozio è Enzo Ruotolo di via Cantariello.
Nella prima circostanza il 28 luglio 2015, Ruotolo entra da solo nel negozio e chiede al negoziante di uscire e di venire a parlare con una persona che sta vicino la sua auto, una Citroen C2.
Il negoziante esce e si ritrova davanti il Lettieri che gli chiede di versare o una quota mensile, oppure una quota in merce, per le esigenze sue e dei suoi amici.
Lettieri non entra, per via delle telecamere, all’interno del negozio.
A quel punto intimorito, di fronte alla duplice modalità di pagamento, il commerciante sceglie la seconda.
Poco prima di Ferragosto, precisamente l’undici agosto, Lettieri entra nel negozio e dice:

“Mi hai riconosciuto? Sono Michele ‘ napulitan di San Felice a Cancello, mi devi dare due telefoni ed un tablet per me e i miei compagni di San Felice”.


Il negoziante gli consegna un tablet Alcatel di 150 euro e due telefinini Samsung di 139 e 129 euro.
Dopo aver arraffato la merce Lettieri gli annuncia che a metà settembre sarebbe ritornato per il successivo rateo, sempre nella stessa modalità.
A quel punto il commerciante, coraggiosamente denuncia tutto alle forze dell’ordine e fornisce le prove dell’estorsione.
Michele Lettieri doveva essere ammazzato dal clan Belforte fazione Maddaloni, a rivelarlo è il pentito Nicola Martino, per anni reggente della cosca, alias ‘a Pichescia.
Ho conosciuto Lettieri come soggetto del clan Di Paolo, che noi volevamo ammazzare.
Dopo la sua scarcerazione mi mandò un certo Rino, dicendomi che d’ora in poi quella zona, doveva campare lui, e quindi in quella zona le estorsioni le avrebbe curate lui.
Da nostri collegamenti con i Casalesi, so che Lettieri era ricercato anche da loro.
Non mi ha mai voluto parlare personalmente perchè temeva un agguato”.




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