Tangentopoli calatina: la mossa della Procura

Maddaloni. Il pm ha richiesto il  rinvio a giudizio per 7 degli imputati accusati del coinvolgimento nella tangentopoli calatina che lo scorso anno ha portato alla condanna dell’ex sindaco di Maddaloni Rosa De Lucia. A rischiare il processo vi sono gli ex consiglieri comunali Giuseppina Pascarella e Giancarlo Vigliotta, la prima accusata di corruzione, il secondo per tentata induzione a dare o promettere utilità. La Pascarella avrebbe infatti ricevuto 8mila euro dall’ex sindaco in cambio del suo voto favorevole all’approvazione del bilancio nel luglio 2014.

Vigliotta invece avrebbe tentato di far credere all’allora titolare della Dhi Antonio Di Nardi, di potergli garantire l’aggiudicazione della gara d’appalto per l’igiene urbana (i soldi messi a disposizione della Pascarella furono infatti forniti proprio dall’ex gestore della ‘Ecologia Impianti srl’). Ai già citati, si aggiunge anche Bartolomeo Vinciguerra, allora responsabile dei vigili, il quale insieme alla De Lucia è accusato di peculato in concorso con Vigliotta. Secondo gli inquirenti, l’ex sindaco avrebbe utilizzato l’auto di servizio per assicurarsi la presenza di Vigliotta al consiglio sul bilancio da ratificare, andandolo a prendere fino in Calabria (1500 km tra andata e ritorno, per un costo di circa 300 euro di carburante addebitati sulle spese comunali).


Rinviati a giudizio anche Silvio Di Meo, titolare di un’agenzia di luminarie di Ruviano e Vincenza Pellegrino, dirigente dell’ufficio tecnico. I due avrebbero turbato la gara esplorativa per l’istallazione di addobbi natalizi, aggiudicatasi proprio dall’imprenditore di Ruviano, unico partecipante.

Giudizio richiesto  anche per Michele Passariello di San Felice a Cancello, anch’egli accusato dello stesso reato. Avrebbe infatti turbato la gara per la fornitura di allestimenti natalizi , concordando con il sindaco De Lucia l’invito alla gara ad altri tre operatori, in modo da garantirsi l’aggiudicazione.




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