Scoperto trucco degli iPhone rigenerati: 4 arresti

Afragola. Un laboratorio clandestino dove si riciclavano smartphone e tablet rubati prevalentemente dalle auto in sosta nei centri commerciali e negli autogrill di tutt’Italia è stato scoperto dai carabinieri ad Afragola (Napoli). I militari di Casoria (Napoli) hanno arrestato quattro persone residenti tra Napoli e provincia. Indagati a piede libero anche 19 clienti per ricettazione. L’indagine è partita da un maxi furto di iPad effettuato nel 2016 in un’attività commerciale di via Nazionale delle Puglie a Casoria.

Una misura cautelare (obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), è stata notificata dai militari di Venezia a un giovane di 25 anni di Marghera, ritenuto responsabile di avere acquistato consapevolmente i dispositivi rubati. Tutti sono accusati, a vario titolo, di ricettazione. Durante le indagini i carabinieri sono stati coadiuvati dai tecnici del cyber-security della Apple.

É stato recuperato un ecografo portatile, del valore stimato di 150.000 euro, risultato rubato in una struttura sanitaria. Il laboratorio sembrava, in apparenza, un negozio di riparazioni di materiale informatico. I militari hanno monitorato il “passaggio” di 127 dispositivi che venivano “rigenerati” e poi venduti via web o su appuntamento. A gestirlo era un 31enne di Afragola (Napoli), che figura tra le due persone finite in carcere. Per altre due persone, infatti, i giudici hanno disposto gli arresti domiciliari.

Diciannove persone, gli acquirenti dei dispositivi di provenienza furtiva, sono invece ritenuti responsabili di ricettazione e, allo stato, indagati a piede libero. L’avvio delle indagini risale al febbraio del 2016, quando i carabinieri dell’aliquota radiomobile di Casoria hanno individuato la presenza di un IPad Apple provento di furto all’interno di un locale in via Nazionale delle Puglie, in territorio del comune di Casoria.


La perquisizione subito eseguita in quello che in apparenza era un esercizio commerciale di riparazioni di materiale informatico, aveva svelato invece svelato l’esistenza di un laboratorio clandestino adibito alla “rigenerazione” di dispositivi elettronici e di attrezzature varie di provenienza illecita. Nell’immediatezza furono rinvenuti e sequestrati beni corpo di reato: un computer, uno smartphone e 3 tablet della Apple, 3 smartphone della Samsung. Le successive attività di riscontro sui dati emersi, svolte dai Carabinieri del NORM di Casoria su delega dell’A.G. e che hanno potuto contare anche sulla collaborazione della cyber-security della casa-madre “Apple”, ha permesso di individuare i dati identificativi relativi a ben 127 apparecchi transitati dalle mani degli indagati, e di scoprire che ben 80 dispositivi risultavano di illecita provenienza in quanto oggetto di furto o di altri reati contro il patrimonio. Tra questi spicca anche un ecografo portatile, del valore stimato 150.000 euro, sottratto a una struttura sanitaria del territorio e, contrariamente a quanto precedentemente riportato, mai recuperato.

Altri elementi investigativi hanno consentito di appurare che i dispositivi elettronici non erano stati rinvenuti in sede di primo accesso, in quanto già rivenduti sul mercato, dopo la sistematica violazione delle password di accesso e una attività di “rigenerazione” effettuata attraverso la manipolazione del sistema operativo con software professionale. Le successive indagini hanno poi permesso di ricostruire la “catena di vendita” attraverso la quale il gruppo rivendeva sul mercato i dispositivi riciclati, giungendo rapidamente all’individuazione dei restanti soggetti indagati.




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