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ULTIM’ORA. Inquieto, i giudici romeni hanno deciso sull’estradizione

Casapesenna. Nicola Inquieto sarà consegnato alle autorità italiane per sei mesi. E’ questa la decisione presa pochi minuti fa dalla Corte di Appello di Pitesti, la cittadina romena dove l’imprenditore di Casapesenna vive e dove è stato arrestato salvo poi essere rilasciato.

La decisione è stata presa sulla base del trattato tra i due Paesi. L’autorità giudiziaria responsabile del’esecuzione del provvedimento, la Corte d’Appello di Pitesti, in Romania consegna in via temporanea Nicola Inquieto al tribunale di Napoli sulla base del mandaot europeo.

Ad occuparsi della consegna di Inquieto, accusato al pari del fratello di associazione per delinquere di stampo mafioso, sarà il Centro per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Ispettorato generale romeno, incaricato di eseguire il provvedimento. Entro dieci giorni dunque l’imprenditore originario di Casapesenna dovrebbe far ritorno nella terra dalla quale era partito ma stavolta per essere arrestato dalle autorità italiane con l’accusa di essere un uomo di Michele Zagaria.

L’interrogatorio si era tenuto a Pitesti, città nella quale si era trasferito (secondo i pentiti su ordine proprio del boss dei Casalesi) e dove è stato recluso fino alla liberazione, alla quale seguì una festa da vip nella sua villa lussuosa.


Nicola Inquieto è ritenuto colui che avrebbe riciclato, per conto dell’ex boss dei Casalesi Michele Zagaria, centinaia di milioni di euro frutto dei business illeciti creando un impero economico in Transilvania, regione romena, rappresenta quella del tipico fiancheggiatore nullatenente che, complice la fiducia del capoclan, ha poi fatto il salto di qualità diventando custode di parte del “tesoro” del boss e titolare di beni del valore di oltre 100 milioni euro, che però erano in effetti di Zagaria.

A Pitesti, città a 110 km da Bucarest, Inquieto risiedeva in una villa di tre piani con piscina coperta e risultava proprietario di centinaia di appartamenti; nel gennaio scorso avrebbe dovuto aprire anche un centro benessere. La sua ascesa nel clan emerge dall’ordinanza firmata dal Gip Federica Colucci, che ha ordinato l’arresto anche del fratello di Nicola, Giuseppe Inquieto. Nel gennaio 2004 Nicola fu denunciato dai carabinieri perché nella casa a lui intestata, la cui proprietà era riconducibile a Michele Zagaria, ubicata in via Po a San Cipriano d’Aversa, fu rinvenuto un bunker nel quale si nascondeva Carmine Zagaria, fratello del boss.




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