Stipendi rubati, l’Esercito non ci sta: “Noi parte lesa”

CAPUA (Raffaele Raimondo). Sul caso del sottufficiale addetto alla contabilità presso il 17° Rav “Acqui” attivo alla caserma “O.Salomone” e che avrebbe incassato somme destinate ai giovani volontari in ferma prefissata (Vfp), per un totale di quasi 100.000, è intervenuto un comunicato ufficiale dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano nel quale testualmente si afferma: «In merito alla notizia pubblicata su alcuni organi di stampa relativa ad un Sottufficiale che si attribuiva indebitamente cospicue somme di denaro, la Forza Armata si dichiara parte lesa.

Le anomalie riscontrate da personale dell’Esercito, nell’ambito delle periodiche attività di controllo amministrativo, hanno portato alla denuncia al Tribunale Militare del citato Sottufficiale, che attualmente risulta sospeso dal servizio.


L’Esercito ribadisce la totale fiducia negli organi inquirenti, fornendo la massima collaborazione all’autorità giudiziaria e confermando la ferma condanna di simili comportamenti che violano l’etica militare e non rispettano i princìpi e i valori di riferimento della nostra Istituzione.

In tal senso, l’Esercito si riserva l’adozione di ogni provvedimento utile a tutelare la propria immagine, anche nel rispetto di tutti gli appartenenti alla Forza Armata che, invece, con profonda onestà e professionalità, svolgono quotidianamente il proprio dovere, in Italia e all’estero».

La voce severa del Ministero della Difesa basta da sola a ricondurre nell’alveo della massima correttezza le interpretazioni che si possono dare della vicenda, comunque incresciosa. Il titolo del comunicato – L’Esercito scopre e denuncia Sottufficiale a Capua – concentra in sé l’efficace sistema di autocontrollo dell’Istituzione militare e ciò non toglie alcunché al merito che, nella fattispecie, aggiuntivamente va riconosciuto ai Carabinieri della Compagnia di Capua e all’Autorità giudiziaria competente.




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