“Massacrato perchè l’attività stava chiudendo”. La notte dell’orrore

San Cipriano d’Aversa. Un’impresa che si sfalda. Energie, tempo, denaro, risorse. Due vite spese per il lavoro e poi la follia. Quel socio assassinato con un coltellino in maniera brutale.

Ci sono per dissidi di natura economica dietro l’efferato omicidio del costruttore sanciprianese Raffaele Cavaliere. Tra le ipotesi c’è quella che la vittima abbia annunciato al socio che è poi diventato – secondo la Procura – il suo aguzzino la chiusura dell’attività imprenditoriale in comune. Il pm modeneseMarco Niccolini, ha emesso la scorsa notte un decreto di fermo nei confronti di Pietro Ragazzo, cinquantenne originario di Avellino, ma residente a Modena, per l’omicidio di Raffaele Cavaliere, imprenditore edile di 67 anni di San Cipriano, ma che viveva da tempo sempre nella città emiliana, trovato cadavere ieri mattina dalla polizia di Stato, in via Emilia Est all’altezza di Gaggio di Piano.

Il delitto sarebbe avvenuto nel corso della giornata di martedì, quella precedente il rinvenimento, avvenuto grazie al gps dell’auto della vittima (una Alfa Romeo 156 vecchio modello), successivamente all’allarme dato da uno dei figli di Cavaliere, che non riusciva a mettersi in contatto con lui da diverse ore. L’imprenditore è stato massacrato da numerosi fendenti, sui sedili posteriori. L’assassino, che aveva una srl a Modena con Cavaliere ha utilizzato un cluster. Dietro il delitto secondo le prime ipotesi la chiusura dell’attività.


Stando a quanto riferito dall’Ansa il presunto omicida si sarebbe fatto venire a prendere in auto da almeno una persona (che è stata ascoltata) non lontano da dove poi è stato trovato il cadavere dell’imprenditore casertano. Le indagini si sono avvalse anche delle immagini di alcune telecamere di sorveglianza, così come dell’individuazione delle celle telefoniche. Dettagli, anche questi, che confermerebbero, secondo gli inquirenti, le responsabilità di Ragazzo, alle cui spalle risultato alcuni precedenti penali per reati contro il patrimonio.

Raffaele Cavaliere (vittima) e Pietro Ragazzo (fermato)

Non è stato riferito se il fermato abbia o meno confessato la responsabilità dell’accaduto: ma l’indiscrezione sul movente, la dissoluzione annunciata della srl, fa pensare che non solo gli inquirenti avessero in mano qualche elemento, ma che pure il sospettato abbia ammesso qualcosa.




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