Mogli dei boss a Medjugorje, ora indaga la Procura

Santa Maria Capua Vetere. C’è un’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sui viaggi delle donne dei boss a Medjugorje. A riferirlo è l’edizione odierna de “Il Mattino” che svela alcuni retroscena dei pellegrinaggi in Bosnia.

Dietro alcune partenze ci sarebbe la regia della camorra dell’area vesuviana e di Napoli Est. Stando a una prima ipotesi avanzata dai magistrati sammaritani, infatti, alcune donne si sarebbero recate nell’ex Jugoslavia oltre che per assistere alle apparizioni della Vergine, ma per controllare alcuni affari.

In particolare il business sarebbe legato alle agenzie che organizzano i viaggi ed ad alcune attività aperte sul posto, dai negozi ai ristoranti fino agli hotel: alcune di essere sarebbe state affidate a persone ritenute prestanome della camorra.

L’allarme dell’arcivescovo


Medjugorje nel mirino anche delle mafie napoletane in cerca di profitti. É quanto avrebbe asserito, in un’omelia incentrata sul tema della lotta tra il bene e il male, l’inviato di Papa Francesco a Medjugorje, l’arcivescovo polacco Henrik Hoser, durante una messa celebrata nella cappellina dell’aeroporto Chopin di Varsavia. Secondo quanto riportato nel blog del giornalista David Murgia, che a sua volta ha ripreso il resoconto del settimanale cattolico polacco Niedziela e della Radio EM, il presule avrebbe detto: ”Un altro posto dove c’è una lotta sempre più agguerrita tra il bene e il male è Medjugorie. Da un lato, incontriamo migliaia di giovani che usano il sacramento della penitenza e della riconciliazione. D’altra parte, bisogna essere consapevoli che a causa del massiccio afflusso di pellegrini, questo posto è penetrato dalle mafie, tra cui quelle del Napoletano, che conta sui profitti”.

Monsignor Hoser avrebbe pronunciato la sua omelia poco prima di partire per Medjugorje dove resterà in pianta stabile per conto del Papa. Le parole di Hoser sono state riprese da molti giornali polacchi e hanno cominciato a essere presenti anche sui siti italiani; hanno indignato gruppi di fedeli napoletani per essere stati tirati in ballo con un pregiudizio che li vedrebbe in una corsa al business attraverso le “mafie” anche in un luogo di grande devozione mariana




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