LA FOTO. Ecco dove è morto Aniello: la dinamica precisa e quei 30 cm fatali

San Felice a Cancello/Polvica di Nola. Tragedia al pastificio Ferrara: mezz’ora, 30 interminabili minuti sono passati, prima che Aniello Bruno, oramai cadavere venisse estratto dal pallettizzatore.
Il reparto dei pallettizzatori, modello di macchina all’avanguardia, Aniello  lo conosceva benissimo, l’intervento che gli è costato la vita, il 32enne lo aveva fatto tante volte.

Si tratta di routine, succede almeno una decina di volte al giorno.
Si tratta di un’azione che viene messa in atto da tutti quelli che sono di turno vicino a quel macchinario.
Queste considerazioni mettono in evidenza che l’errore umano è praticamente quasi impossibile. Infatti prima di fare quell’intervento e cioè di entrare in quella specie di gabbia la macchina viene messa in sicurezza. Inoltre per rimettersi in funzione c’è bisogno di un’ulteriore procedura, invece quella specie di pressa, di un metro e mezzo quadrato è scesa giù colpendolo mortalmente. Si chiama proprio ascensore.

Aniello non si è praticamente accorto di nulla era in posizione prona con gli occhi verso i pacchi ed è stato colpito all’addome. Il 32enne operaio è deceduto all’interno di quella gabbia nella posizione cerchiata (foto), l’ascensore è sceso di una trentina di centimetri e l’ha ucciso.

IL MODELLO DI PALLETTIZZATORE IDENTICO A QUELLO DOVE E’ MORTO ANIELLO BRUNO

Non è morto in un lago sangue come hanno scritto anche oggi, solo dalla bocca ne ha perso un pò.

Le operazioni di recupero del corpo sono state davvero drammatiche e caotiche, un dramma nel dramma, lo choc dei colleghi che hanno subito compreso l’entità della tragedia era evidente.
Sono intervenuti i poliziotti del Commissariato di Nola; è stata aperta un’indagine e sono state acquisite le immagini delle telecamere. Sul caso è intervenuto il segretario generale della Cisl di Caserta, Giovanni Letizia. “Ancora una volta un lavoratore perde la vita sul posto di lavoro. Si allunga così la lista tragica dei morti sul lavoro nella nostra provincia mentre continua quella degli incidenti sul posto di lavoro e quelli cosiddetti ‘in itinere’ che colpiscono i lavoratori mentre si recano al lavoro. Questa tragica sequenza deve finire. É indegno che in un Paese civile, in un grande Paese industriale, ci debbano essere persone che non possano tornare a casa per il solo fatto di andare a lavorare”.

La salma è al Policlinico di Napoli, lunedì si saprà qualcosa sull’autopsia, quando sarà incaricato il medico legale.

IL PASTIFICIO