Raid in paese, la stoccata dei giovani: “Noi non ci stiamo…”

San Felice a Cancello. Due ragazzi di Cancello Scalo, in rappresentanza di altri, hanno preso posizione in merito agli ultimi raid vandalici, quello alla statua del console, poi riqualificata e all’ulivo della Pro loco.


“Non ci aspettavamo il silenzio, non ci aspettavamo il dito puntato contro le nuove generazioni. Non ci aspettavamo un invito alla repressione dello stare insieme, cosa, purtroppo, insolita e rara nel deserto cancellese.
Ci rendiamo conto che la maggioranza dei giovani ha preferito frequentare altri luoghi, ha altre mete o si è dovuta per mancanza di lavoro trasferire altrove.
Ma che male abbiamo fatto se abbiamo scelto di rimanere nella piazza del nostro paese? Per quale strano motivo i giovani che trascorrono tempo in piazza devono essere gratuitamente accusati sui media di essere vandali?
Noi ci dissociamo e prendiamo le distanze dagli eventi che tristemente hanno mortificato la nostra terra. Prendiamo le distanze dalla manomissione al monumento al console Marcello, alla pianta d’ulivo dedicata al 75° anniversario dai bombardamenti, barbaramente rubata.
Noi abbiamo ben chiaro l’interesse collettivo e la volontà di prendersi cura del bene comune.
Ma vorremmo fare un’ ulteriore riflessione.
Confrontarsi, parlare, tessere legami, intrattenersi strimpellando una chitarra per stare insieme non è urlare, fare schiamazzi o delirare in preda all’alcol.
Ci troviamo un paese dove gli spazi sociali sono inesistenti, le attività commerciali ormai hanno rinunciato a rimanere aperte nelle ore della sera.
È forse colpa dei ragazzi e dei ragazzini di Cancello? O forse di chi per anni ha lasciato che il paese piombasse nel degrado e nell’abbandono? L’ulivo sia occasione per ribadire sia la pace, sia per riflettere, ma non di certo per scagliare pietre.
Sia l’occasione per comprendere che i giovani sono una risorsa da valorizzare, ascoltare, comprendere non un capro espiatorio”.

FIRMATARI:
Francesco A.De Stefano
Motti Gioacchino Matteo




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