Tragedia nel pastificio. La tragica dinamica, Aniello è morto in pochi secondi

San Felice a Cancello. La comunità di San Felice a Cancello è letteralmente sconvolta per la tragica morte dell’operaio 32enne Aniello Bruno, un bravissimo ragazzo di via Fosse con un futuro brillante e radioso davanti a se.

Tutto è finito al Pastificio Ferrara di Polvica di Nola, in un caldo pomeriggio di luglio sotto ad un macchinario per imballare la pasta, era il suo lavoro e lo sapeva fare bene.

ANIELLO BRUNO

Aniello sognava di sposare la sua Simona, una bellissima ragazza, laureatasi da poco, avevano progettato una vacanza da sogno, ad agosto sarebbero partiti per la Thailandia, in mezzo il matrimonio del suo fratello gemello, festeggiato due settimane fa.

Una famiglia stimata i Bruno, attivi nel commercio della carne, uno zio dipendente del Comune di Santa Maria a Vico e tre ragazzi orgoglio dei propri genitori.

LA DINAMICA DEL TRAGICO INCIDENTE, PASTIFICIO CHIUSO OGGI

Aniello, operaio esperto, nonostante la giovane età, aveva visto che qualcosa non andava sul rullo degli imballaggi dei pacchi di pasta e così ha deciso di fermare la macchina e di rimettere a posto i pacchi che non erano allineati.

UN MACCHINARIO DEL PASTIFICIO FERRARA

La completa tracciabilità della produzione viene garantita anche dall’elevata automazione industriale, infatti al pastificio Ferrara un robot si occupa del confezionamento.

Il pressaggio ed il conseguente imballaggio dei pacchi avviene in una specie di gabbiotto.

Quando questa gabbia viene aperta l’intero macchinario va in allarme e quindi si ferma. Aniello è entrato all’interno della gabbia ed è stato colpito mortalmente schiacciato dal macchinario che è sceso lo stesso centrandolo alla schiena. Un colpo fatale, Aniello è diventato viola in volto ed è morto pochi istanti dopo, probabilmente la pressione della macchina gli avrà provocato una lesione interna fatale e forse spezzato una parte della cassa toracica. Quando i colleghi, dopo alcuni minuti, lo hanno tirato fuori dalla gabbia e fatto distendere sul rullo era già cadavere. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo. Sul posto sono arrivati anche gli operatori del 118 che hanno solo potuto constatarne la morte.


IL PASTIFICIO FERRARA

Aniello è morto nell’espletamento delle sue funzioni, mentre stava compiendo il suo dovere, era un operaio molto stimato, una vera guida per i suoi colleghi.

Sull’incidente è stata aperta un’inchiesta, il magistrato di turno ha sequestrato il macchinario e disposto l’esame autoptico del cadavere, portato all’obitorio di Napoli. Il pastificio oggi sarà chiuso, si stanno svolgendo ulteriori accertamenti sul reparto sequestrato.

Quando i genitori, i fratelli e la fidanzata sono arrivati sul luogo del tragedia hanno trovato il congiunto disteso sul rullo. Sono stati momenti drammatici.

Non si può morire così, qualcosa è andato storto, Aniello non era un novellino e a confermarlo il commosso messaggio di un suo collega che ha scritto un post:

“Ancora non riesco a credere a tutto ciò, tu che non ci sei più…
Ricordo il primo giorno di lavoro come fosse ieri con quel sorriso stampato, quella voglia di diventare subito amici… E cosi è stato..
Quante notti,quante giornate di lavoro trascorse insieme, quel lavoro che ci piaceva e che tu affrontavi senza pensieri “per me è un gioco” lo dicevi sempre, eri un esperto, sei stato un maestro per molti di noi…
Oggi questo lavoro ti ha tolto la vita, non posso crederci, non voglio crederci…
Non sarà più lo stesso lavorare senza Te”.

Dispiace invece che una morte così tragica, su di un luogo di lavoro considerato all’avanguardia, non sia stata ripresa dai media più importanti. Siamo stati i primi a dare la notizia alle 19 e 15, il fatto è accaduto alle 17 e 30. A parte qualche testata della zona che ha scopiazzato da noi, nessuno si è interessato al fatto.

Auspichiamo per oggi anche un intervento del ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che è nato a pochi chilometri da qui: questo grave episodio non può passare inosservato, si faccia luce…

 

 

 

 




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