Boss al 41bis: lui fa ricorso, ma il ministro….

Marcianise. Aveva provato a giocare la carte del ricorso in Cassazione il boss dei Belforte Gaetano Piccolo, ma l’istanza presentata alla Suprema Corte è stata scavalcata dal pronunciamento del Ministero.

E così “O’ Ceneraiuolo” rimane al carcere duro: il 59enne esponente dei spicco dei Mazzacane aveva infatti presentato ricorso contro il provvedimento del tribunale di sorveglianza di Roma. I magistrati di sorveglianza avevano già ritenuto inammissibile il primo ricorso contro la mancata revoca anticipata del regime del 41bis al quale il boss dei Belforte è stato sottoposto subito dopo l’arresto.

Piccolo ha proposto ricorso per Cassazione lamentando una violazione di legge. Il boss voleva sfruttare infatti l’assenza di pronunciamento a seguito di una sospensione, ma poi è giunto il pronunciamento del guardasigilli.

La prima sezione della Corte di Cassazione ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso ma non ha condannato Piccolo al pagamento delle spese processuali: gli ermellini non sono infatti entrati nel merito poichè l’istanza aveva perso di efficacia, essendo nel frattempo intervenuto il Ministero.

Gaetano Piccolo