“Clan gestito coi figli dei vecchi padrini”. Il post-De Luca dei Casalesi

San Cipriano d’Aversa. E’ un profilo articolato, ma sorprendente quello che appare nell’ordinanza notificata nella tarda serata di mercoledì a Corrado De Luca, dopo oltre due mesi di ricerche ininterrotte.

Il ras è stato trovato nella sua San Cipriano d’Aversa dove girava accompagnato da quello che i carabinieri ipotizzano essere il suo autista, il pregiudicato di Villa di Briano Giovanni Lucariello.

L’inchiesta che ha portato al suo arresto dice molto di quella che dovrebbe essere l’attuale situazione dei Casalesi. A guidare gli investigatori nel nuovo scenario in cui si muove la cosca è l’ex boss di Trentola Ducenta, Salvatore Orabona che parla ai magistrati di un arsenale considerevole ancora a disposizione degli attuali reggenti della cosca.


Orabona ha indicato le famiglie ancora attive e ha fatto i nomi dei figli dei vecchi padrini che negli anni ebbero seguito le orme paterne. Su tutti spicca il nome di Ivanhoe Schiavone, anche lui figlio di Sandokan, finora mai condannati per reati di camorra: venne arrestato nel 2012, nell’inchiesta sui gadget imposti dai Casalesi, ma fu assolto e tornato in libertà, ha vissuto una vita apparentemente distante da ciò che aveva a che fare con la cosca del padre. Orabona fa i nomi anche di Gaetano Diana, Francesco Caterino ed Emilio Martinelli, figli rispettivamente di Elio Diana, Giuseppe Caterino ed Enrico Martinelli.

“Questi sono attivi sul territorio e di fatto reggono le fila del clan insieme a Ernesto e Corrado De Luca e Giacomo Capoluongo” ha dichiarato Orabona. Nessuna delle persone citate dal pentito trentolese è finita sotto inchiesta. Tranne Corrado De Luca per il quale mercoledì è scattato l’arresto per associazione a delinquere di stampo mafioso, rimasto in sospeso per due mesi. Il periodo della sua irreperibilità su cui ora si accenderanno i riflettori della Dda.

 




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