Tangente nel salone, in aula l’uomo che può incastrare l’ex sindaco

 

Casapesenna. Una figura apparentemente marginale potrebbe invece essere la chiave di volta per uno processi più seguiti nell’intricata trama dei rapporti tra il clan dei Casalesi e la politica.

 

Il pubblico ministero Antimafia Maurizio Giordano ha infatti chiamato a deporre alla prossima udienza, prevista dopo la pausa estiva, una persona che con la criminalità organizzata non centra nulla.

 

Il sostituto procuratore ha chiesto di poter ascoltare il barbiere di Casapesenna cui l’ex sindaco Zagaria – così come da lui stesso riferito in aula – avrebbe consegnato la tangente da 2000 euro da dare al clan. L’artigiano non sarà comunque presente in tribunale il 19 ottobre, data fissata per la prossima udienza.

 

Per quella data i giudici provvederanno ad ascoltare tre collaboratori di giustizia Francesco Barbato, Giuseppe Misso e Nicola Panaro e il collegio dovrà sciogliere la riserva e decidere se ascoltare il barbiere.

 

Nell’udienza di venerdì c’è stato il controesame di Fortunato Zagaria: per oltre tre il politico ha provato ad allontanare da sé e dalla sua amministrazione ogni ombra di collusione con la camorra, portando alla luce una serie di atti amministrativi che, a suo parere, dovrebbero dimostrare la sua costante azione antimafia. Fortunato Zagaria è l’unico imputato nel procedimento insieme al boss omonimo Michele Zagaria per violenza privata aggravata dal metodo mafioso ai danni dell’ex sindaco Giovanni Zara.