Estorsioni ad imprenditori: Affinita incassa 3 assoluzioni e strappa condanna mite

Santa Maria a Vico. A poco più di anno dall’arresto arriva il verdetto per Fabio Affinita, alias ‘o Ciccolillo, 33enne di via Panoramica.
Fu arrestato per estorsione, violenza privata e tentata estorsione ai danni di due imprenditori della zona.
Il pm aveva chiesto sette anni, il giudice invece lo ha condannato ad anni 3, assolvendolo per l’estorsione, la violenza privata e la tentata estorsione ai danni di un imprenditore di via Napoli e condannandolo per la sola tentata estorsione ai danni di Iadaresta gomme.
A questo punto c’è da dire che gli è andata di lusso, infatti ha già scontato un anno e tra non molto potrebbe tornare in libertà; attualmente è agli arresti domiciliari.
Tra le accuse in essere poi smontate dalla c’era anche quella di aver fatto pervenire un proiettile in busta chiusa.


Da qui scattarono le indagini e attraverso l’ausilio di varie fotografie Affinita fu incastrato, ma su alcuni punti si è sempre professato innocente, sostenendo che non erano estorsioni ma richieste di aiuto economico

Fa parte di una nota famiglia attiva nelle pompe funebri, i suoi fratelli hanno tutti precedenti penali o sono stati coinvolti in azioni delittuose.

Uno dei fratelli Affinita, Michele, fu vittima di lupara bianca da parte del clan Masaro, questa vicenda venne fuori nel 2005.




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