Scandalo scommesse, sentenza per 12

San Cipriano d’Aversa. Sono state depositate le motivazioni con cui due mesi e mezzo fa la Corte di Cassazione ha condannato in via definitiva 12 persone. La terza sezione penale della Suprema Corte ha infatti confermato le condanne di secondo grado nei confronti di Nicola Carofano (2 anni pena sospesa), Marco Alfiero ( anni e 2 mesi), Mario Capone (2 anni, pena sospesa), Vittorio Alfiero (2 anni e 2 mesi), Giovanni Di Nardo (5 anni), Raffaele Giugno (un anno), Massimiliano Mazza (un anno), Luigi Sportiello (4 anni e 4 mesi), Federico Catena (2 anni), Alfonso Martinelli (2 anni), Antonio Sportiello (2 anni).

Per Carofano c’è stato il rigetto dell’istanza, mentre tutti gli altri ricorsi sono stati considerati inammissibili. E’ stato annullato (senza rinvio) il verdetto per il solo Antonio Montella, che però fa parte comunque della schiera dei condannati: passa da 2 anni a 1 anno e 8 mesi. Gli imputati sono di San Cipriano d’Aversa, Giugliano, Castel Volturno e Villa di Briano.


Le indagini condotte dal Ros portarono nel 2013 a scoprire un complesso ed articolato sistema che consentiva all’organizzazione criminale di raccogliere  scommesse su incontri di calcio, utilizzando piattaforme informatiche illegali “on line”, mutuate da quelle attive nei concessionari autorizzati dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.

Documentata anche la manipolazione della visualizzazione di alcuni eventi sportivi, sulle piattaforme informatiche illegali, per orientare in modo fraudolento le vincite, ai danni di ignari scommettitori.

I provvedimenti cautelari scaturiscono da un’attività investigativa sulla famiglia Venosa di San Cipriano d’Aversa, articolazione del clan dei Casalesi e operativa soprattutto in provincia di Caserta, nell’area di Giugliano in Campania e con ramificazioni in diverse zone del territorio nazionale. Il gruppo raccoglieva scommesse su competizioni sportive utilizzando piattaforme informatiche illegali on line, mutuate da quelle attive nei concessionari autorizzati dell’amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e installate all’interno degli stessi concessionari.




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