Lady Zagaria, 4 condanne per le parenti del capoclan

Casapesenna. Piena sintonia tra collegio giudicante e accusa. E’ stata emessa la sentenza di condanna per le donne di casa Zagaria: una di loro è addirittura ritenuta un elemento stabile del clan.

Si tratta di Beatrice Zagaria, sorella del capoclan Michele: le sono stati inflitti 6 anni per associazione per delinquere di stampo mafioso. Tre anni ciascuno per Francesca Linetti, Tiziana Piccolo e Paola Martino, tutte accusate di ricettazione ma senza l’aggravante mafiosa.

Nella requisitoria il pm  aveva invocato 10 anni per Beatrice Zagaria, sorella del boss; 3 anni a ciascuno per Francesca Linetti, moglie di Pasquale Zagaria; Patrizia Martino, moglie di Antonio Zagaria e Tiziana Piccolo, consorte di Carmine Zagaria.

Beatrice Zagaria, figura centrale dell’inchiesta e unica accusata di associazione per delinquere di stampo mafioso, è l’unica ad aver rimediato una pena inferiore a quella richiesta dal sostituto procuratore. Era stata arrestata a dicembre con le cognate per aver percepito dal clan lo stipendio di 2500 euro mensili, somme ritenute provento delle attività illecite, come le estorsioni.


La Zagaria era stata scarcerata il 28 dicembre insieme alle cognate dal Tribunale del Riesame di Napoli, che aveva escluso l’aggravante mafiosa disponendo per le quattro indagate gli arresti domiciliari.

La Dda di Napoli aveva fatto ricorso contro la decisione del Riesame, chiedendo per tutte il ripristino della carcerazione, ma la Corte di Cassazione aveva accolto il ricorso solo per Beatrice.

Proprio in una conversazione registrata nel carcere di Terni con la sorella Beatrice il capoclan di Casapesenna se la prende con alcune persone che parlano della sua famiglia: “Però io dico una piccola scritta a dire, tu come ti sei permesso di dire non entriamo che ci sparano e che le sorelle sono pericolose ed intelligentissime ci vogliono due lauree, tu non le tieni…”.




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