L’arresto di Zarrillo: C’era sempre un via vai… Ci sono altri 6 indagati

AGGIORNAMENTO. Nella vicenda risultano indagate altre sei persone, nel caso specifico a piede libero. Si tratta di Ivan Mone 42enne di Caiazzo, dipendente del ministero della Difesa, Andrea Nuzzo 64 anni impiegato del Comune di Maddaloni, Salvio Salvatore Grauso 28 anni di Maddaloni ex militare in ferma volontaria, Alessandro Pontillo 33enne di Marcianise, Eleonora Nuzzo 33enne di San Felice, Antimo Di Rauso 40 anni dipendente dell’agenzia delle entrate di Capua. Le indagini continuano per un faldone partito un anno fa: soldi in cambio della promessa di vincere un concorso nelle forze armate.

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Capodrise. Ha destato grosso scalpore la notizia dell’arresto di Giuseppe Zarrillo, capodrisano residente in zona piazza Casa Fusco, dipendente del ministero della Difesa in servizio a Capua che nel 2016 per un soffio non fu candidato alle Comunali di Capodrise. Domattina si presenterà davanti al giudice Rossi, difeso dall’avvocato Simoncelli.



Secondo l’accusa – avrebbe convinto numerosi ragazzi a consegnargli danaro o altri regali per superare il concorso nella Polizia di Stato e nella Polizia Penitenziaria, millantando amicizie «potenti», che in realtà non aveva, in grado di condizionare l’esito della prova. La Guardia di Finanza di Caserta, che ha eseguito l’arresto di Giuseppe Zarrillo, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere – Procuratore Maria Antonietta Troncone e aggiunto Antonio D’Amato – ha accertato che Zarrillo era diventato un vero e proprio punto di riferimento per tanti ragazzi, specie per i giovani militari dell’Esercito in ferma breve, che aspiravano a superare i concorsi per entrare nelle forze di polizia.
Nella zona tra Marcianise e Capodrise comunque quello per cui è accusato Zarrillo lo avrebbero fatto anche altri soggetti nel passato, infatti quando ancora c’erano le lire un attuale politico ha fatto entrare un sacco di gente nei corpi armati. Allora la cifra era di una quarantina di milioni e ti sistemavi.
Comunque fuori la casa di Zarrillo, a quanto si dice, c’era sempre un sacco di gente, un bel via vai.

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Nel mirino degli inquirenti sono finiti i concorsi banditi nel 2017 dalla Polizia di Stato e dalla Polizia Penitenziaria per il reclutamento, rispettivamente, di 1148 e 540 allievi-agenti; in particolare Zarrillo – è emerso – millantando conoscenze tra i pubblici ufficiali nominati nelle commissioni concorsuali, si sarebbe fatto promettere da genitori e parenti degli aspiranti agenti la consegna di somme variabili dai 20 ai 25mila euro, di cui 8mila da ricevere anticipatamente, al fine di far superare ai ragazzi il test di ammissione e le visite mediche. Zarrillo garantiva il pieno superamento delle prove, cosa che puntualmente non avveniva. Di certo, hanno accertato gli inquirenti, Zarrillo aveva creato attorno a sé un giro di persone che di lui si fidavano, e a cui si rivolgevano convinti del buon esito della sua «mediazione».




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