Rapine e furti, sentenza definitiva per 8

Casal di Principe. A tre anni dal blitz la Corte di Cassazione scrive la parola fine sulla vicenda giudiziaria della banda che mise a ferro e fuoco la zona tra l’agro aversano e il basso Volturno. La Suprema Corte ha infatti respinto gli 8 ricorsi presentati dagli imputati già condannati in Appello.

Confermate le condanne a 5 anni e 2 mesi per Michele Mottola; a 5 anni e 2 mesi per Stanislao Cavaliere; a 5 anni per Carmine Tornincasa; a 4 anni e 8 mesi per Massimo Cavaliere; a 3 anni per Umberto De Cesare; 2 anni e 4 mesi per Orsola Di Sarno; a 2 anni e 9 mesi per Raffaele Abate; 2 anni e 9 mesi per Raffaele Cantiello. Gli imputati sono di Capua, Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa e Napoli.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord e condotta dai carabinieri della Compagnia di Casal di Principe anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, ha consentito di raccogliere quelli che il pm nella sua richiesta ha ritenuto essere “gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati riguardo diversi episodi”.

In particolare in merito a una rapina in una abitazione, commessa la sera del 17 febbraio 2015 a Casapesenna. Quattro persone, con il volto coperto e armate di pistola e coltelli, hanno fatto irruzione all’interno della casa di due anziani coniugi, portando via circa 7.000 euro in contanti e diversi oggetti in oro. Un quinto complice, che fungeva da “palo”, li attendeva all’esterno.
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Un altro episodio riguarda una rapina a un distributore di carburanti, commessa la sera dell’8 marzo 2015 in San Cipriano d’Aversa, con la seguente dinamica: cinque persone, con il volto coperto e armate di coltelli, avevano bloccato un dipendente, sottraendo circa 1.500 euro in contanti e il telefono cellulare.