Ventisette scosse da ieri sera: i danni e l’analisi del sisma

Cronaca. Non ci sono morti e feriti, ho allestito nell’appartamento di Termoli (Campobasso) dove attualmente mi trovo una sorta di base operativa, sono in costante contatto con i tecnici della Protezione civile, Regione, Prefettura, Vigili del fuoco, con i sindaci dei comuni interessati dal sisma di questa sera”. Così all’ANSA il presidente della Regione Molise, Donato Toma. “Lesioni, anche importanti – ha aggiunto – sono state rilevate in alcuni edifici, qualche casa disabitata è crollata, ma non ci sono danni alle persone, molta gente è ancora in strada. Poco fa abbiamo inviato tende e brandine nella base operativa di Montecilfone (Campobasso), da qui smisteremo il materiale negli altri comuni. Domani nostre squadre di tecnici effettueranno verifiche più approfondite per un primo censimento dei danni. Al momento l’assessore alla Protezione civile, Nicola Cavaliere, sta facendo un sopralluogo nelle zone colpite dal terremoto, domani andrò anche io.

VENTISETTE SCOSSE


Dopo il terremoto di magnitudo 5.2 (Mw 5.1), localizzato questa sera alle ore 20:19, numerose altre scosse sono state registrate dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in provincia di Campobasso. Alle ore 22:22 è stato registrato l’evento più forte tra questi di magnitudo 4.5 (Mw 4.4), localizzato 4 km a Sud Est di Montecilfone ad una profondità di 9 km”. Lo comunica in una nota l’Ingv rilevando che alle ore undici di ieri sera sono stati 27 i terremoti “localizzati”, dei quali otto di magnitudo uguale o superiore a 2.5. “Stiamo continuando ad analizzare i dati per capire le caratteristiche delle faglie che si sono attivate in questi giorni. La zona è poco conosciuta dal punto di vista sismico per una limitata documentazione della sismicità storica. Vogliamo precisare, comunque, che la faglia che sta provocando i terremoti di queste ore si trova a 10-15 km più a nord di quella che ha determinato i terremoti del 2002 di San Giuliano di Puglia, pur avendo caratteristiche simili (parliamo di faglie trascorrenti in entrambi i casi)”, CONCLUDE la nota dell’Ingv.

 




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