Incendio a Recale dopo gli abusi sessuali, il parroco: “Non è con la violenza che si ottiene giustizia”

Recale. Resta alta la tensione a Recale dopo l’arresto del 67enne per abusi sessuali su di una bambina di 8 anni. Questa notte, come abbiamo riportato in anteprima, ignoti hanno dato alle fiamme il portone dell’abitazione dove attualmente vive ristretto ai domiciliari l’orco. Sul posto sono giunti i carabinieri della locale e stazionee i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme senza problemi. Fortunatamente l’incendio non ha causato gravi danni, ma questo è stato chiaramente un avvertimento nei confronti dell’uomo.

Sulla vicenda il parroco della chiesa don Carmine, è proprio il caso di dirlo, prova a gettare acqua sul fuoco.


“Carissimi recalesi, lasciamo che sia la magistratura a fare chiarezza e giustizia su ciò che è avvenuto il 15 agosto scorso. Capisco l’indignazione ma non è con la violenza che si ottiene giustizia. Vi chiedo di non esasperare una situazione che già di per sé è difficile da comprendere e accettare.
Vi ricordo che in questo momento sono due le famiglie che stanno vivendo una situazione difficile e che non avrebbero mai voluto vivere. Condanno l’atto di violenza nei confronti della minore ma altrettanto condanno l’atto compiuto contro l’abitazione della famiglia con l’incendio del portone di casa.
Mi appello al vostro buon senso… no alla giustizia “fai da te”.
Manteniamo la calma e, ripeto, lasciamo che sia la magistratura a fare chiarezza su ciò che è avvenuto.
Nel frattempo sia la preghiera il mezzo per sostenere la minore e la sua famiglia.
Dimostriamo di essere comunità capace di farsi carico di una situazione sofferente e difficile da dimenticare”,

 


L’episodio dei palpeggiamenti è avvenuto il 15 agosto scorso, durante una festa organizzata nella congrega della parrocchia di Santa Maria Assunta di Recale. La bambina stava giocando a biliardino con un’amica quando l’uomo, un 67enne di Recale, le si è avvicinato, toccandola sia sul petto che sul fondoschiena. Ed è stata proprio la bambina a raccontare i fatti alla mamma, una volta tornati a casa. La donna, senza perdere tempo, si è recata immediatamente dai carabinieri per denunciare l’accaduto. A contribuire in maniera fondamentale alle indagini sono state le immagini catturate dall’impianto di videosorveglianza della confraternita….




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