Migranti della Diciotti a Capua, lo scenario. Ricci choc: “Chiesa Spa”

Capua. Si è scritto e detto tanto. Spesso a sproposito. Qualcuno ha addirittura già parlato di imminenti cortei, soltanto leggendo gli stati sui social di qualche utente capuano. In realtà sull’arrivo di una parte dei migranti della Diciotti in città al momento le certezze restano poche, le ipotesi tante. Non si può escludere al momento nemmeno che gli stranieri attualmente dislocati a Rocca di Papa, a Capua non mettano mai piede.

A dare la disponibilità non è stato il Comune di Capua, ma la Diocesi cittadina che in realtà comprende anche i territori di Marcianise, Bellona, Camigliano, Cancello ed Arnone, Casagiove, Casapulla, la frazione Ercole di Caserta, Castel Morrone, Castel Volturno, Curti, Francolise, Grazzanise, Macerata Campania, Pastorano, Portico di Caserta, San Prisco, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, San Tammaro e Vitulazio. Le stime indicano in una quarantina gli stranieri destinati al Casertano; gli altri saranno probabilmente inviati alle altre diocesi favorevoli: Milano, Terni-Narni-Amelia, Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Frosinone-Veroli-Ferentino e Firenze.

In queste ore potrebbe essere sondata la disponibilità logistica degli alloggi ed entro martedì potrebbero arrivare i migranti “capuani” della nave che è costata un avviso di garanzia al ministro Matteo Salvini. La possibilità che arrivino in citàt c’è e tra le soluzioni prese in considerazione potrebbe esserci quella di via Oreste Salomone.

L’ex vicesindaco Ricci: “Chiesa Spa, ora voglio censimento”

A Capua la questione è già spostata sul piano politico. L’ex vicesindaco Marco Ricci è andato all’attacco in un infuocato post chiedendo un censimento dei migranti ospitati.

“Ancora migranti a Capua ospiti della chiesa, vigileremo affinché questo non avvenga. Capua sta già offrendo ospitalità, non vogliamo che la Chiesa faccia impresa sulle disgrazie di questa povera gente a discapito della cittadinanza Capuana. Chiederò un censimento dei migranti nella nostra città, la chiesa torni a occuparsi dei capuani, delle famiglie capuane in difficoltà e non solo di chi rappresenta il dio Denaro.


Sono mesi che l’immagine della chiesa capuana si traduce in cantieri, lavori di restyling e assistenza ai migranti, tutti lavori affidati a imprese forestiere e a maestranze forestiere, a dispetto della povertà che regna in questo momento in città, a dispetto dei tanti giovani Capuani che farebbero tranquillamente gli operai edili pur di aiutare le proprie famiglie in difficoltà, a dispetto delle imprese Capuane che non riescono a mettere un chiodo sulle mura di proprietà della curia Capuana.


Una volta si vedevano in città tanti cantieri di privati che sistemavano le proprie abitazioni, oggi a causa della crisi i palazzi dei privati sono in stato di abbandono e la ricchezza la ostenta la chiesa con lavori milionari quando anni fa si faceva la colletta per sistemare le chiese o arredarle. Se la chiesa di Capua è così ricca da fare lavori milionari faccia arrivare soldi nelle case dei Capuani affidando i lavori alle maestranze Capuane, imprese, architetti, ingegneri e operai, così che tutti possono essere orgogliosi di aver sistemato la propria chiesa. 


Ultimamente dalle notizie dei telegiornali della chiesa, dei preti, dei vescovi e addirittura del Papa non si parla affatto bene per le schifezze fatte a danno dei poveri bambini e delle donne negli ultimi 30 anni, tutto tenuto nascosto, una vergogna senza precedenti, si parla di una chiesa malata, allora mi domando ma la nostra Chiesa quella umile, quella degli oratori di quartiere, senza scambio di affari e di soldi che fine ha fatto? Il popolo ne ha un gran bisogno, la Chiesa dovremmo essere noi invece è diventata una società per azioni, distante dai problemi dei suoi confratelli e molto concentrata sui problemi di altri confratelli perché le loro attenzioni sono profumatamente retribuite. 


Chiederò al Sindaco e al Prefetto l’elenco dei migranti presenti sul territorio cittadino e di concerto con il Comandante dei vigili ne accerteremo con un riscontro la veridicità e la presenza in città, soprattutto a chi sono stati affidati, dove vivono e in che condizioni igienico sanitarie stanno vivendo, a tutela dei nostri figli e delle nostre donne spesso oggetto di insulti o fastidi vari.”




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