Droga in cella a fratelli detenuti, 2 scoperti: scatta inchiesta. I DETTAGLI

Capodrise/Marcianise/Santa Maria Capua Vetere. Hanno provato a portare stupefacenti in carcere per due fratelli detenuti. E’ scattata nel weekend l’ultima indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere relativa all’introduzione di narcotici in prigione: poche ore prima infatti gli agenti della polizia penitenziaria aveva requisito ben 5 compresse di suboxone, sostanza simile al metadone utilizzata in particolare come sostitutiva della droga nel processo di recupero dalla dipendenza da cocaina ed eroina.


Una sostanza che deve essere necessariamente assunta sotto ordine e controllo medico. Invece a due fratelli di Capodrise, gli stupefacenti stavano arrivando direttamente attraverso i parenti durante i colloqui: gli agenti hanno bloccato la cessione, rinvenendo in totale cinque involucri, nella disponibilità di tre persone. Una compressa è stata sequestrata anche al genitore, F.D., 60 anni, indagato al pari della compagna di uno dei due, A.T., 28 anni, anche lei di Capodrise e destinataria sabato scorso di un avviso di garanzia notificato a suo carico proprio dai poliziotti della Penitenziaria di Santa Maria Capua Vetere, ai quali è stata delegata l’inchiesta. L’indagine è seguita dal pubblico ministero della Procura sammaritana Francesco Regine.

Il 60enne e la nuora sono indagati per aver violato la legge relativa alla detenzione di sostanze stupefacenti. L’inchiesta non si ferma alle perquisizioni di rito e presto potrebbe allargarsi per eliminare eventuali falle che consentono l’introduzione nel penitenziario “Uccella” di materiale non consentito e sostanze illegali destinate ai detenuti. I due fratelli sono reclusi per reati predatori, in particolare furti e rapine, effettuate nella zona di Marcianise.

 




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