“Ha chiamato i carabinieri per spostare il Crocifisso”

Marcianise. Ci sono voluti i carabinieri per garantire lo spostamento della statua del Crocifisso dalla cappella all’altare. A rivelare questo retroscena è il sindaco Antonello Velardi, impegnato in uno scontro ormai a 360 gradi con don Paolo Dello Stritto, col quale si è ormai diviso, non certo di comune accordo, la Festa del Crocifisso.

L’aspetto religioso è stato curato dal parroco e dal suo comitato, mentre il Comune, dopo i tentennamenti dovuti a questa difficile convivenza, si sta ora occupando della parte ludica. Il primo cittadino non ha mancato di far recapitare una stilettata via social al sacerdote rivelando la presenza dei militari durante lo spostamento della statua.

“Quando la sovrintendenza  – ha scritto Velardi -ha dato il suo ok alla discesa della statua per poter effettuare il restauro obbligatorio e propedeutico all’esposizione, il prete si è preoccupato di chiamare i carabinieri. Si è rivolto alla stazione di Marcianise con questo ragionamento: ho paura che possano esserci manifestazioni, che quelli che mi sono contro possano protestare e quindi vi chiedo di intervenire. I carabinieri? Sì, i carabinieri. Beh, questa cosa mi ha colpito profondamente. E’ la dimostrazione che il prete non ha capito nulla né dei marcianisani, né del Crocifisso. Non ci sarebbe stata mai alcuna protesta per un tema come questo, e infatti non c’è stata. Ma non ci sarebbe stata a prescindere perché i marcianisani sono persone serie.”


“La sovrintendenza dei Beni Culturali – puntualizza il primo cittadino – già due anni fa e l’anno scorso criticò fortemente lo stato in cui si trovava la statua del nostro Crocifisso, chiedendo un immediato restauro. L’anno scorso fu addirittura perentoria con l’allora comitato: “La statua si sta sgretolando, se per l’anno prossimo non viene restaurata non daremo l’autorizzazione a toccarla e quindi a spostarla dalla cappella laterale per trasferirla sull’altare maggiore in occasione della festa”. Di fronte a questo grave aut aut mi preoccupai personalmente di cercare i finanziamenti per il restauro, visto che il prete se ne disinteressava. Me ne occupai come cittadino di Marcianise, come primo cittadino. Il Tarì, tramite il presidente Vincenzo Giannotti, non su mia richiesta ma in modo assolutamente autonomo, si disse disponibile a restaurare la statua come doveroso omaggio alla città. Al consigliere comunale che andò a comunicare la lieta notizia, il parroco don Paolo Dello Stritto rispose testualmente: “Il Tarì ci desse i soldi, poi ci preoccupiamo noi di fare il restauro”.”




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