Mariopio e la notte del gesto estremo. Nuovi esami sulla salma. Ragazza ricoverata

Marcianise. Un gesto consapevole. Estremo, folle, assurdo per chi gli vorrà bene per sempre. Ma consapevole. Non avrebbe altrimenti preso un’arma. Non avrebbe scavalcato il cancello di Villa Schiavo, immobile in decadenza ma recentemente acquistato. Sapeva che lì non c’era nessuno. E in ultimo ha spento il cellulare, per evitare che qualcuno potesse chiamarlo o potesse addirittura raggiungerlo nell’immediatezza della tragedia.

E’ uno scenario terribilmente lucido quello che sembra celarsi dietro la morte di Mariopio Zarrillo, il 22enne di Marcianise, trovato senza vita questo pomeriggio. I rilievi sul luogo della tragedia sono andati avanti per tutta la sera ma la salma del giovane sarà presto trasferita all’istituto di medicina legale dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta per ulteriori esami. Il pubblico ministero, come da prassi, è pronto a disporre l’autopsia che servirà soprattutto ad accertare il momento della morte.

Pochi dubbi al momento sulla dinamica: Mariopio si sarebbe appartato in un luogo che sapeva inaccessibile, come il primo piano dell’immobile ed avrebbe messo in pratica ciò che probabilmente aveva già pianificato nella sua mente. Il suicidio, quasi certamente, è avvenuto nell’immediatezza della scomparsa, pochi minuti dopo quella drammatica telefonata all’amico Angelo e quel filmato, estrapolato dalla telecamera esterna di uno studio legale, che lo vedeva, zaino in spalla, dirigersi, all’apparenza verso Capodrise.

Alla fidanzata, poco prima aveva mandato un messaggio denso di affetto e dolcezza, come era Mariopio. Un dolore troppo pesante per la giovane, che si è sentita male una volta giunta sul luogo della tragedia ed è stata costretta a ricorrere alle cure del 118 che l’hanno condotta in ospedale per accertamenti.





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