Pistola e villa, tutto sotto sequestro. Svolta nelle indagini dopo un’informazione

Marcianise. Sono terminati da poco i rilievi nella villa tra via San Francesco e via Marconi dove alle 17 è stato trovato privo di vita MarioPio Zarrillo. La salma del giovane è già stata trasferita all’istituto di medicina legale dell’ospedale di Caserta per l’autopsia.

Oltre alla salma del 22enne, su disposizione della Procura della Repubblica, i carabinieri hanno sequestrato anche l’immobile dove è stato trovato il giovane e la pistola usata per togliersi la vita, detenuta regolarmente. L’area nei pressi del Mugnone era già stata controllata dalle forze dell’ordine, ma un’informazione ha dato una svolta, drammatica, alle indagini portando i militari dell’Arma ad effettuare la terribile scoperta.

Il dolore del sindaco: anche gli investigatori affranti

Il post del sindaco Velardi: “”Sindaco, questa è una tragedia di tutta la comunità. Ed è una tragedia anche nostra, perché noi siamo parte di questa comunità”. Le parole del giovane ufficiale dei carabinieri mi provocano un brivido che non si ferma, lungo, intenso. E’ sera tardi e chiamo il tenente Marco Busetto, attuale comandante della compagnia di Marcianise, che in questi ultimi giorni ha condotto le indagini e le ricerche per risalire a MarioPio Zarrillo, il nostro giovane trovato oggi pomeriggio senza vita, suicidatosi.

Lo hanno trovato i carabinieri. Ai drammi sono abituati, il loro è un lavoro spesso ingrato. Ma stavolta quasi non trovano il necessario distacco; non lo trovano perché anche loro speravano in una conclusione diversa. Sono essi stessi genitori prima che carabinieri; a quel ragazzo buono, buonissimo, fragile, disperatamente fragile, si erano come affezionati mentre – pur senza conoscerlo – scandagliavano la sua vita per rintracciarlo, affannosamente, in una lotta crudele contro il tempo.

Il racconto del tenente Busetto – un ufficiale che viene da lontano ma che qui ha trovato calore ed umanità – è la sintesi dello stato d’animo di una comunità intera. Anche chi non conosceva MarioPio è ora affranto, muto, disorientato, senza forze e senza parole, spaesato, impaurito. Non lo conoscevo neanche io, ma in questi giorni avevo imparato a conoscerlo attraverso quel volto, il volto di un ragazzo con gli stessi anni di mio figlio. E ora siamo qui, tutti insieme, tutta Marcianise, piegati dal dolore e con un disperato bisogno di aggrapparci a qualcosa, cercando di capire ciò che forse non capiremo mai.

Mi associo al dolore dei genitori, della sorella, dei familiari. Di tutti gli amici. Li abbraccio, con la forza della disperazione. Li abbraccio a nome di tutta la città, cercando di trovare parole che – confesso – non ho. Non è il primo suicidio, questo, purtroppo, a Marcianise. Ma questa vicenda è stata vissuta in un modo diverso; è uscita subito dall’ambito familiare ed è diventata una vicenda collettiva, comunitaria. Non è la prima volta che Marcianise dà prova della condivisione identitaria; è essa stessa un segno di un’epoca nuova pur nella tragedia.

I carabinieri non abbandoneranno questo caso, e con loro i magistrati inquirenti. Stanno lavorando in queste ore, lo faranno anche nei prossimi giorni, nelle prossime settimane. Capiremo i contorni di questo dramma, ogni sfaccettatura di questa tragedia. Capire non significa riavere MarioPio, ma abbiamo il dovere – e il diritto – di capire.”





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