Sindaco ucciso. Il carabiniere infedele e l’inchiesta riaperta a 8 anni dal delitto

Maddaloni/Casagiove. Otto anni lunghissimi. Di sospetti, indagini, inchieste, molti nodi e poche certezze. Esattamente otto anni fa,  il 5 settembre del 2010, veniva assassinato Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica, perla del Cilento.

Una storia che ha ispirato opere letterarie e fiction televisive e che resta ancora senza colpevoli. In quest’anno questa vicenda è finita una figura che fino a pochi mesi fa aveva il profilo di un servitore dello Stato: Lazzaro Cioffi, il carabiniere infedele di Casagiove che ha sposato Emilia D’Albenzio (figlia del ras di Maddaloni “o’ Faraone”), è infatti indagato per quell’omicidio.

L’efferato delitto

Il corpo di Vassallo, crivellato da sette dei nove colpi esplosi da una pistola calibro 9, venne ritrovato nella sua auto a pochi metri dalla propria abitazione. Una vera e propria esecuzione in perfetto stile camorristico i cui mandanti ed esecutori materiali non hanno ancora un nome. Da allora, sono state numerose le piste percorse dagli inquirenti per venire a capo della verità: dagli interessi legati alla speculazione edilizia nel territorio, verso i quali il “sindaco pescatore” si era sempre opposto, fino allo spaccio di droga, contro il quale Angelo Vassallo aveva avviato una vera e propria guerra personale.

L’ombra dello spaccio e i sospetti su Cioffi

Finito nel mirino degli inquirenti Bruno Humberto Damiani, un italo brasiliano legato agli ambienti della droga e unico indagato per l’assassinio di Vassallo, alcuni mesi fa si è infine aperta una nuova pista che dalla stessa famiglia del sindaco assassinato è considerata la più concreta.

Al centro delle indagini della Dda di Salerno, vi è il carabiniere in servizio dal 1991 presso il reparto territoriale di Castello di Cisterna, Lazzaro Cioffi, finito in carcere perché accusato di collusioni con il clan camorristico di Caivano e che, secondo gli inquirenti, potrebbe essere coinvolto nell’assassinio del sindaco cilentano.


Le iniziative

Per ricordare il brutale agguato, l’amministrazione comunale di Pollica, in collaborazione con la “Fondazione Angelo Vassallo”, il Comune di Sasso Marconi, Legambiente onlus, Libera contro le mafie, l’Istituto comprensivo G.Patroni” di Pollica, Slow Food, Sprecozero.net, l’Associazione culturale “Sulle orme di Angelo Vassallo”, ha organizzato una due giorni dal titolo “Quando la memoria diventa speranza”. Una due giorni che si concluderà questa sera con l’intitolazione del porto di Acciaroli, frazione di Pollica, alla memoria del sindaco pescatore, presenti il vice-governatore della Regione Campania Fulvio Bonavitacola, e Franco Roberti, assessore regionale alla Sicurezza. “Ricorre oggi il triste anniversario della morte di Angelo Vassallo. Sono ormai trascorsi 8 anni dall’assassinio del “Sindaco Pescatore”, ucciso da criminali ancora ignoti mentre rincasava la sera del 5 settembre 2010. Angelo era un amministratore esemplare che con dedizione e coraggio tanto ha lavorato, sia da cittadino che da sindaco, per affermare nel comune di Pollica, la legalità, la vera buona politica, il rispetto per il mare e il territorio del Cilento che tanto amava”, afferma Chiara Braga, deputata del Partito Democratico e capogruppo PD in commissione Ambiente a Montecitorio.

“Angelo Vassallo – ricordano il presidente di Coldiretti Campania Gennarino Masiello e il direttore regionale Salvatore Loffreda – ha rappresentato con il suo impegno un esempio nella difesa del territorio attraverso politiche di sostenibilità ambientale. Il riconoscimento Unesco della Dieta Mediterranea è un fiore all’occhiello della nostra regione e dell’Italia nel mondo”.




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