ULTIM’ORA. Investigatori tornano nella villa della tragedia. Strada bloccata

Marcianise. Via Marconi inaccessibile anche ai pedoni. Gli investigatori sono tornati poco prima di mezzogiorno in Villa Schiavio, l’immobile dove ieri pomeriggio poco dopo le 17 è stato trovato privo di vita Mariopio Zarrillo.

Sul posto c’erano i carabinieri della Compagnia di Marcianise e il pubblico ministero che si occupa del caso. Tra le ipotesi c’è quella che le forze dell’ordine abbiano effettuato altri rilievi nella villa che era disabitata e chiusa, in attesa di una possibile ristrutturazione. Mariopio ha scavalcato il cancello e messo in atto il gesto estremo con la Beretta acquistata poche ore prima a Teano. L’attività odierna è durata circa mezz’ora: poco prima delle 12,30 il blocco stradale era stato rimosso e gli investigatori avevano abbandonato già la zona.

Al momento non c’è alcun elemento per ritenere che il giovane fosse insieme a qualcun’altro: tutti gli elementi portano ad un gesto solitario, ma la Scientifica si è mossa fin da ieri per appurare se i segni lasciati dallo sfortunato 22enne siano gli unici presenti nella villa che sorge tra via Marconi e via San Francesco.


Il cadavere del giovane è stato rinvenuto a poca distanza dal punto in cui aveva parcheggiato la macchina del padre la sera di venerdì 31 agosto, ultimo momento in cui è stato visto in vita; le telecamere della videosorveglianza comunale lo hanno infatti ripreso mentre si allontanava a piedi con lo zaino sulla spalla, poi più nulla. Da quanto emerso ieri, il 22enne non ha fatto molta strada, in quanto si è rifugiato nel casolare ed è lì che si sarebbe tolto la vita sparandosi un colpo alla testa con la Beretta – ritrovata accanto al corpo – che che aveva acquistato legalmente per uso sportivo a Teano, probabilmente il giorno stesso della scomparsa.

Il medico legale che ieri ha fatto un primo esame esterno, ha stabilito che il decesso risaliva a qualche giorno addietro; sarà l’autopsia a fare ulteriore chiarezza sull’esatto momento della morte. I carabinieri della Compagnia di Marcianise non hanno poi avuto conferme su eventuali forme depressive cui fosse afflitto il ragazzo, né su eventuali problemi sentimentali o legati al lavoro. Il 22enne lavorava fino a due mesi fa presso una casa famiglia di San Prisco e non aveva mai dato problemi; non aveva precedenti penali e frequentava un normale gruppo di amici. Si cerca di capire anche cosa ci fosse di concreto rispetto a quanto raccontato da un amico di MarioPio, secondo cui quest’ultimo gli aveva confidato di aver paura per “aver visto qualcosa che non doveva vedere”.




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