Dal porto d’armi allo sparo: le 72 ore fatali di Mariopio

Marcianise. Settantadue ore. Un lasso di tempo breve che ha condotto Mariopio Zarrillo dalla sua vita apparentemente tranquilla, fatta di amici, una famiglia premurosa, una fidanzata, al gesto fatale che lo ha strappato per sempre ai suoi affetti più cari.

Nessuno probabilmente sapeva, esclusi coloro che glielo avevano materialmente rilasciato, che il 22enne di Marcianise aveva un porto d’armi per uso sportivo. Come evidenzia “Il Mattino”, Mariopio lo avrebbe ritirato negli uffici del commissariato di Marcianise, soltanto martedì 28. Cioè tre giorni prima di quel maledetto venerdì sera. L’interrogativo resta cosa sia successo in quelle 72 ore tra il rilascio del permesso e l’acquisto della Beretta, avvenuto alle 20 di venerdì in un’armeria di Teano: su questo aspetto stanno lavorando alacremente i carabinieri della Compagnia di Marcianise, guidati dal tenente Marco Busetto, in sinergia con il pubblico ministero sammaritano Armando Bosso, titolare del fascicolo d’indagine.


Le indagini hanno rilevato che sia lunedì 27 che martedì, Mariopio era stato al poligono di tiro di Centurano per esercitarsi. Cosa abbia spinto un ragazzo perbene e sensibile, non un appassionato, ad armarsi è un altro degli interrogativi di questa triste storia che oggi vivrà uno dei momenti più toccanti. Tra poco  la salma di Mariopio partirà dall’istituto di medicina legale di Caserta, dove ieri si è svolta l’autopsia, per raggiungere il Duomo dove alle 16,30 sarà celebrato il rito funebre.




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