Palazzo Teti-Maffuccini: tolto alla malavita, consegnato al degrado. FOTO

SANTA MARIA CAPUA VETERE.  Fra i beni confiscati alla criminalità organizzata ubicati nella città del foro, vi è, come si sa, anche l’ex palazzo Teti – Maffuccini, al centro di note vicende giudiziarie che si sono abbattute ultimamente anche sull’ex sindaco Biagio Maria Di Muro. Un bene, questo, gestito dall’agenzia nazionale per i beni confiscati e che è destinatario di un finanziamento di circa tre milioni di euro da parte dello Stato per il suo recupero funzionale al fine di destinarlo a sede di servizi per la collettività.

Inutile dire che palazzo Teti – Maffuccini è quasi del tutto fatiscente il che ha contribuito alla distruzione di importanti pitture, affreschi e oggetti d’arte che abbellivano il palazzo che ospitò anche Giuseppe Garibaldi nel 1860 dopo la battaglia del Volturno. A vergogna della città e di quanti sono responsabili della igiene urbana, pulizia e raccolta dei rifiuti, pubblichiamo una foto con in bella mostra due materassi abbandonati e che da giorni sono esposti innanzi all’ingresso dello stabile senza che nessuno si interessi a ridare un poco di decoro ad un palazzo violentato dall’abbandono e dall’incuria degli uomini. A questo proposito, va ricordato che l’isola ecologica di via Napoli, sequestrata dai Nas tempo fa, è ancora chiusa, in attesa di…. tempi migliori o di qualche clamoroso annunzio da parte del solito politico di turno che si prepara alle prossime competizioni elettorali.


Senza dire, poi, che la facciata esterna dello stabile, privata di alcuni mascheroni in gesso rubati tempo fa, è ancora di più abbrutita dalla permanenza da anni di un ponteggio che costa al comune la bella cifra di ottomila euro all’anno per il fitto. Incuria, scarsa attenzione ai problemi quotidiani della città, inciviltà dei cittadini, tutto questo contribuisce a far apparire la città del foro come una comunità abbandonata a sé stessa, senza un reale interesse per la sua sopravvivenza, noncuranti della storia millenaria che ha alle spalle e di ciò che essa ha rappresentato per l’intera provincia di Terra di Lavoro fino agli anni novanta.

Riusciremo a riveder le stelle ? Spetta anche a noi componenti di questa comunità di adempiere al nostro dovere di cittadini che rispettano le leggi ed il decoro urbano della città che, pur se fra mille difficoltà di ogni tipo, cerca di sopravvivere per dare un futuro migliore ai propri figli. Svegliati “altera Roma”, altrimenti sarà troppo tardi !
ANTONIO TAGLIACOZZI




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