Ciccio e Brezza, il ‘capo’ da solo

Capua. Si spacca già in udienza preliminare il processo sugli affari di  Francesco Zagaria, l’imprenditore originario di Casapesenna ma trasferitosi poi a Brezza e considerato il referente della cosca Zagaria proprio per i territori a cavallo tra Capua e Grazzanise.

Stamattina era in programma l’appuntamento decisivo per gli 8 indagati: il gup doveva infatti valutare le richieste di rinvio a giudizio firmate dai pm della Dda di Napoli Maresca e Giordano. I sette indagati, ritenuti dall’Antimafia vicini o addirittura fiancheggiatori di Zagaria, hanno scelto di essere processo col rito abbreviato: con tale formula affronteranno il procedimento appena apertosi Salvatore Buonpane, Salvatore Carlino, Giovanni Fulco, Domenico Farina, Carolina Palazo, Giuseppe Garofalo e Paolo Gravante. Soltanto “Ciccio ‘e Brezza”, soprannome del presunto ras, andrà invece a giudizio col rito ordinario: su di lui pesa l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso.

Garofalo e Buonpane, invece, sono accusati insieme a Zagaria di estorsione aggravata dal metodo mafioso; Gravante, Carlino e Fulco di riciclaggio; Palazzo di ricettazione; Farina di intestazione fittizia e riciclaggio. L’udienza preliminare è stat fissata tra un mese.

Il centro dell’indagine è Francesco Zagaria, ritenuto dalla Dda il reggente degli Zagaria per Capua, Brezza e Grazzanise, ma poi rimesso in libertà: già un mese dopo l’arresto il Riesame lo scarcerò. Grazie anche alle dichiarazioni di alcuni testimoni di giustizia come Massimiliano Caterino, è emerso che “Ciccio ‘e Brezza” era tra gli uomini più fidati del boss tanto da essere presente per volontà di Zagaria, quando era ancora latitante, alle pù importanti riunioni decisionali. E per conto della camorra gestiva le zone di Grazzanise, Santa Maria la Fossa e Brezza.


Caterino, detto “o’ mastrone”, ha raccontato ai magistrati in che modo la cosca Zagaria aveva gestito le zone limitrofe a Casapesenna dopo la cattura del boss, partendo dagli affari storici dell’imprenditoria dei Mazzoni: cemento e mozzarella, due settori nei quali anche Francesco Zagaria aveva un ruolo importante, secondo la Procura Antimafia di Napoli. A Grazzanise era a capo anche di una bisca clandestina che fruttava decime di migliaia di euro.

Francesco Zagaria e Giuseppe Garofalo



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