Don Barone scrive dal carcere: la verità su abusi e esorcismi. La lettera

Casapesenna/Maddaloni. “Io non sono esorcista, ma noi sacerdoti siamo abilitati alle preghiere di guarigione e liberazione”. Lo scrive don Michele Barone, il sacerdote sospeso dalla diocesi di Aversa, in carcere con l’accusa di abusi e violenza sessuale su minori, in una lettera dal carcere pervenuta a “Storie Italiane”, condotto da Eleonora Daniele.

Il sacerdote di Casapenna che, secondo quanto riferito al programma di Rai1 dal padre Vincenzo, attualmente è in regime di isolamento per le minacce di morte ricevute da altri detenuti, nella lettera aggiunge: “Mi sento affidato al Signore ed emergerà tutta la verità”.


Nei confronti di don Barone fu eseguita prima di Pasqua un’ordinanza bis dopo quella del 23 febbraio scorso, che aveva portato all’arresto del prete all’aeroporto di Capodichino, dove erano di ritorno da Medjugorie.

Don Michele, assistito dall’avvocato Carlo Taormina, si è sempre difeso spiegando di non aver provocato alcuno sfregio, ma di aver solo praticato alla ragazzina una manovra in linea con quelle prescritte dai manuali canonici sull’esorcismo che potrebbe al massimo averle provocato un ematoma temporaneo. Analoga risposta anche in relazione al video prodotto dalla Procura in cui si vede il sacerdote praticare il rito ad un 50enne verso il quale usa modi violenti.

 




Condividi