Senza stipendio da giugno, proclamato stato di agitazione

Cellole. La nota del dirigente provinciale Ugl Giovanni Guarino.

LO STATO DI AGITAZIONE

La società Consorzio CITE non ha risposto alla nostra richiesta di incontro per esperire la prima fase della procedura di raffreddamento.

È stato di agitazione per i lavoratori dell’igiene ambientale di Cellole.

E’ quanto dichiarato in una nota apparsa questo pomeriggio sul sito internet del sindacato di Via Vivaldi a firma del Dirigente Sindacale Provinciale Igiene Ambientale Guarino Giovanni.

L’azienda ha ignorato la richiesta presentata lo scorso 6 settembre, per questa ragione si è ritenuto necessario chiedere l’avvio delle procedure di raffreddamento e proclamare lo stato di agitazione di tutte le maestranze impiegate nel cantiere r.s.u. di Cellole.

Pertanto, nonostante risultino regolari i pagamenti da parte del committente (comune di Cellole), nei prossimi giorni il servizio di raccolta potrebbe subire dei significativi rallentamenti, con conseguente disagio per i cittadini, ai quali chiediamo di comprendere le ragioni di questa vertenza.


Non solo, l’intervento della Prefettura servirà anche per approfondire il discorso sui reiterati ritardi nel pagamento delle spettanze ai lavoratori, infatti non è il primo caso che gli stessi si trovano a dover far quadrare i conti a fine mese, immaginiamo oggi con l’avvio dell’anno scolastico, ragion per cui, oggi più che mai, è indispensabile un confronto istituzionale per giungere ad una risoluzione definitiva e scongiurare situazioni simili in futuro.

In realtà, secondo alcune indiscrezione, sembra che anche il Sindaco di Cellole abbia duramente ripreso l’azienda, infatti ci risulta che di recente abbia notificato una diffida nei confronti dell’azienda, ma pare che anche la posizione netta e decisa del Sindaco sia, purtroppo, caduta nel vuoto. Ci avviamo verso un importante e lungo periodo di vertenzialità che si concluderà solo quando verranno corrisposte le retribuzioni di luglio di agosto e le quattordicesime ai lavoratori esasperati.




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