La Bindi a San Felice: “Ora le mafie agiscono anche con la corruzione” FOTO E VIDEO

SAN FELICE A CANCELLO (Francesca Crisci). Si è tenuto stamattina, presso il comune di San Felice a Cancello, il ‘Festival dell’Impegno civile’ organizzato dal presidio locale di Libera, il movimento che da anni combatte le mafie, la corruzione e le altre forme di criminalità per la tutela dei diritti dei cittadini e del territorio. Ospite d’onore dell’evento è stato il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi che, insieme alle istituzioni presenti e ai cittadini, ha discusso sul problema mafie, una realtà storica presente nel territorio del Mezzogiorno e nell’intera penisola.

L’evento si è svolto in due momenti: prima le istituzioni territoriali con gli scout, provenienti da diverse parti dell’Italia, hanno accolto in Vico Tre Giri, presso il bene confiscato alla camorra, la parlamentare antimafia, dopodiché in corteo ci si è spostati presso l’aula consiliare del comune di San Felice a Cancello, passando per la mostra pittorica dedicata alle vittime delle mafie, allestita dai ragazzi dei licei artistici della provincia di Caserta.

Un evento sicuramente sentito dai cittadini della Valle di Suessola e soprattutto di San Felice a Cancello che si trovano in un comune purtroppo sciolto per infiltrazioni mafiose, infatti alla cerimonia, con la fascia tricolore, al posto del sindaco, ad accogliere Rosy Bindi c’era il commissario prefettizio Roberto Esposito.

Si è discusso della criminalità organizzata e dell’impiego dei beni confiscati, utili per l’intera comunità per accogliere ad esempio i senza tetto o le cooperative sociali impegnate nella produzione di beni e soprattutto aperte verso i bisognosi e i disagiati.

Se un tempo le mafie usavano le armi, oggi sono diventate esperte nell’utilizzo di altri mezzi per raggiungere i loro scopi: la corruzione è uno di questi – ha continuato Rosy Bindi – Le mafie riescono a creare consenso fuori al loro circuito con le intimidazioni, creando convenienza e complicità. Ricordando le immagini che ho avuto modo di vedere all’ingresso, voglio dire che don Peppe Diana, così come il giornalista Giancarlo Siani, erano dei semplici cittadini e non degli idoli, le mafie li hanno resi famosi, ma il loro merito è stato semplicemente quello di aver svolto con diligenza il dovere di ‘prete’ e di ‘giornalista’. Entrambi hanno fatto quello che ognuno di noi dovrebbe fare, io amo definirli ‘persone di straordinaria normalità’. Tutti i cittadini, così come da anni stanno facendo Libera e tante altre associazioni, dovrebbero impegnarsi nella lotta contro le mafie per il bene dei loro interessi, ma soprattutto dell’intera comunità. La mafia può essere vinta, ma per vincerla completamente dobbiamo maturare in noi una maggiore coscienza. I beni che vengono confiscati alle mafie devono essere riutilizzati nell’ottica opposta. Democrazia e mafie sono gli opposti: la democrazia combatte per il bene comune, la mafia, la camorra e le altre criminalità organizzate, combattono per loro, per pochi, per l’interesse di una cerchia ristretta”.

Dopo l’incisivo intervento, Rosy Bindi ha ringraziato tutti i presenti che si impegnano nella società civile a combattere una delle piaghe più grandi che da anni attanaglia il sistema italiano e ha augurato a tutti di diventare cittadini esemplari. Per ringraziare il presidente della Commissione antimafia, il comitato Don Peppe Diana ha omaggiato sia la Bindi che il prefetto di Caserta di un documento ricordo dell’evento.

 

 

Domani arriva Rosi Bindi: la stoccata dell’unico testimone di giustizia della città

SAN FELICE A CANCELLO. L’avvocato Luigi Mazzone manda una stoccata a quelli di ‘Libera’ che domani presso il Comune accoglieranno nientemeno che Rosi Bindi, presidente della commissione antimafia.

Ecco l’arringa di Mazzone: “Non amo molto Libera.

Non amo chi , purtroppo, del disagio e della attenzione sociale ne fa una politica economica come se fosse politica del cemento.

Non amo chi rappresenta Libera nella Valle di Suessola,

Come non mi amano Loro.

Ma non amo che la Presidente della Commissione Antimafia parli nella Valle di Suessola senza dare e richiedere ufficialmente la parola ai testimoni di giustizia.

Siamo in tutta Italia 94

Bella legge ma chiedete alla Presidente ed a Libera perché non tutelano i Testimoni di Giustizia e perché non li invitano a parlare ufficialmente.

Per la prima volta vi allego documento dello status di testimone di giustizia ed un “pensiero poetico” che non leggerete mai .

Non sono rancoroso ma solo molto rammaricato”.

Mazzone ha pagato sulla sua pelle per essere diventato, senza esitazione, un testimone di giustizia.

La visita della Bindi è comunque significativa, è vero che alle luce delle decisioni dello Stato San Felice a Cancello è stata accomunata ad altri 3 comuni sciolti per Ndrangheta però nel caso specifico i distinguo ci devono essere.

Ci piacerebbe che domani qualcuno raccontasse bene alla Bindi che questa non è una terra di camorra, basti pensare che nella relazione della Dia pubblicata pochi giorni fa il clan accomunato a San Felice è ancora quello dei Massaro (roba vecchia).

I problemi di questa città sono tanti, uno su tutti è quello della droga, i fatti parlano chiaro. I ras della zona spacciano finanche dagli arresti domiciliari e hanno creato una rete organizzatissima e funzionale. Alcune settimane fa ne hanno beccato uno ed ora sta a Poggioreale per l’aggravamento di misura.

Sono questi gli argomenti che dovrebbe mettere a fuoco Libera e non ragionare generalizzando a destra e a manca.

Mettetevi in piazza Giovanni XXIII a raccontare cosa è la droga, cosa c’è dietro, quali sono gli interessi economici che ruotano attorno allo spaccio, gli effetti delle sostanze stupefacenti…

Oppure organizzate un convegno sulla corruzione e sulla pubblica amministrazione, sulla raccolta differenziata ed i Comuni virtuosi, di sicuro i sanfeliciani onesti apprezzeranno…

Commissione antimafia a San Felice a Cancello con Libera

SAN FELICE A CANCELLO. Prosegue da anni in provincia di Caserta l’impegno di Libera e dei suoi Presidi territoriali. Anche quest’anno in Valle di Suessola, nei comuni di San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico, Arienzo, Cervino e a Maddaloni i volontari del Presidio territoriale di Libera sono al lavoro con i propri concittadini e con tanti giovani del territorio che hanno voluto dare un contributo di libertà e di impegno. Sono già partiti i campi estivi e numerosi ragazzi e ragazze hanno raggiunto S. Felice a Cancello da tutta l’Italia per vivere con i volontari del presidio territoriale di Libera esperienze di condivisione e di impegno.

I RAGAZZI DI LIBERA

Venerdì 28 e sabato 29 tocca a noi! Festival dell’Impegno Civile: “La terra che ci piace testimonianze di impegno civile e cittadinanza attiva.”

Venerdì dalle 18 ci sarà Benedetto Zoccola che ha denunciato il sistema camorristico ed è in prima linea alla lotta alla camorra. Benedetto Zoccola è un commerciante di Mondragone che ha rifiutato di pagare il pizzo alla camorra e anzi, ha denunciato il tutto alle autorità di competenza. La camorra non si è fatta attendere e Benedetto è stato vittima di numerosi vessazioni, tra cui un attentato, che lo ha privato della vista e dell’udito dall’occhio e orecchio destro. Benedetto non si è arreso e ha continuato la sua eroica lotta in nome della giustizia e della legalità.

Sabato mattina ci sarà la presidentessa della commissione parlamentare antimafia l’Onorevole Rosy Bindi, e sarà interessante sentire il suo punto di vista sull’impegno e la cittadinanza attiva come elementi di riscatto sociale e culturale, mentre dalle 18 ci sarà Daniele Sanzone cantante degli A67, con il suo ultimo lavoro “Terra mia” un libro di ricordi, testimonianze, avventure e sguardi che non solo ci racconta uno dei più grandi musicisti del nostro paese, ma ci fanno attraversare parte della storia dell’intera musica italiana.

Sarebbe davvero importante, per il lavoro svolto sinora e per quanto c’è ancora da fare in un territorio così complicato, che i cittadini partecipassero alle giornate del Festival, Venerdì 28 e Sabato 29 Luglio. È l’occasione per il territorio per discutere con numerosi ospiti, attivisti, giornalisti e cittadini di impegno civile e cittadinanza attiva. Questo è un modo concreto per dare una mano a ricominciare la risalita in queste terre colpite da disagio, criminalità, inchieste che hanno toccato comunità e amministrazioni locali.