Blue Whale nel Casertano, i posti nel mirino dei carabinieri

CASERTA. Sono i cantieri dismessi e in generale tutti gli edifici a più piani ed abbandonati i punti più pericolosi e degni di attenzione da parte delle forze dell’ordine. Il fenomeno assurdo del “Blue Whale” è purtroppo sbarcato anche in provincia di Caserta e dopo la prima denuncia, arrivata la settimana scorsa ai carabinieri della stazione di San Prisco, le forze dell’ordine cominciano a monitorare le aree più a rischio. A Casapulla, prima città dove il fenomeno è stato affrontato, nel mirino c’è l’ex area industriale MMM. Di notte, però, ogni cantiere incustodito può diventare teatro di queste assurde prove.

I CONSIGLI DELLA POLIZIA POSTALE. Come difendersi da “Blue Whale”, il discusso ‘gioco del suicidio’ finito all’attenzione dei media dopo un recente servizio televisivo. Lo spiega sull’homepage del proprio sito (www.commissariatodips.it) la Polizia postale e delle comunicazioni, impegnata a coordinare “gli interventi attivati a seguito delle numerose segnalazioni pervenute”, al fine di “individuare la presenza di eventuali soggetti che si dedicano ad indurre minorenni ad atti di autolesionismo ed al suicidio attraverso l’uso di canali social e app” ovvero di “intercettare fenomeni di emulazione nei quali pericolosamente possono incorrere i piu’ giovani in rete in preda alle mode del momento o guidati da un’improvvida fragilita’ magari condivisa con un gruppo di coetanei”.

Queste le raccomandazioni per i genitori: – “aumentate il dialogo sui temi della sicurezza in rete: parlate con i ragazzi di quello che i media dicono e cercate di far esprimere loro un’opinione su questo fenomeno”; – “prestate attenzione a cambiamenti repentini di rendimento scolastico, socializzazione, ritmo sonno veglia: alcuni passi prevedono di autoinfliggersi ferite, di svegliarsi alle 4,20 del mattino per vedere video horror, ascoltare musica triste”; – “se avete il sospetto che vostro figlio frequenti spazi web sulla Balena Blu-Blue Whale parlatene senza esprimere giudizi, senza drammatizzare ne’ sminuire: puo’ capitare che quello che agli adulti sembra ‘roba da ragazzi’ per i ragazzi sia determinante”; – “se vostro figlio/a vi racconta che c’e’ un compagno/a che partecipa alla sfida Balena Blue-Blue-Whale, non esitate a comunicarlo ai genitori del ragazzo se avete un rapporto confidenziale, o alla scuola se non conoscete la famiglia; se non siete in grado di identificare con certezza il ragazzo/a in pericolo recatevi presso un ufficio di Polizia o segnalate i fatti a wwww.commissariatodips.it”.

“Nessuna sfida con uno sconosciuto puo’ mettere in discussione il valore della tua vita: segnala chi cerca di indurti a farti del male, a compiere autolesionismo, ad uccidere animali, a rinunciare alla vita su www.commissariatodips.it”; – “ricorda che anche se ti sei lasciato convincere a compiere alcuni passi della pratica Blue Whale non sei obbligato a proseguire: parlane con qualcuno, chiedi aiuto, chi ti chiede ulteriori prove cerca solo di dimostrare che ha potere su di te”; – “se conosci un coetaneo che dice di essere una balena Blu-Blue Whale parlane con un adulto: potrebbe essere vittima di una manipolazione psicologica e il tuo aiuto potrebbe farlo uscire dalla solitudine e dalla sofferenza”; – “se qualcuno ti ha detto di essere un ‘curatore’ per la sfida Blue Whale-Balena Blu sappi che potrebbe averlo proposto ad altri bambini e ragazzi: parlane con qualcuno di cui ti fidi e segnala subito chi cerca di manipolare e indurre dolore e sofferenza ai piu’ piccoli a wwww.commissariatodips.it”; – “se sei stato aggiunto a gruppi Whatsapp, Facebook, Istagram, Twitter o altri social che parlano delle azioni della Balena Blu-Blue Whale parlane con i tuoi genitori o segnalalo subito su www.commissariatodips.it”.

L’ULTIMO CASO ACCERTATO. Tagli alle labbra e su un avambraccio, coperto da una maglietta a maniche lunghe. Indagano su un sospetto caso di ‘Blue Whale’ i carabinieri di Moncalieri, comune alle porte di Torino, intervenuti in una scuola superiore in seguito alla segnalazione del preside, preoccupato per le ferite con cui una studentessa di 16 anni si è presentata in classe. “E’ una cosa mia, statene fuori”, ha detto la giovane ai compagni che le hanno chiesto ragione dei tagli. Il caso è stato riportato sulle pagine locali del quotidiano La Stampa. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla procura di Torino, proseguiranno ora con l’analisi del pc e del cellulare della ragazza, che sono stati sequestrati.

I militari stanno cercando altri riscontri a quella che al momento è soltanto una ipotesi, quella appunto del ‘Blue Whale’, il presunto gioco della morte che consiste nel superare diverse prove, compresi atti autolesionistici, sino ad arrivare al suicidio. Un fenomeno sempre più preoccupante, che si sta diffondendo attraverso i social network, e che colpisce in particolari giovani deboli o depressi. La ragazza in questione è stata medicata all’ospedale Regina Margherita di Torino.

INCREDIBILE. Blue Whale nel Casertano, segnalazione ai carabinieri

CASAPULLA. L’assurdo gioco del Blue Whale sbarca anche nella provincia di Caserta. Dopo il servizio delle Iene il sindaco di Casapulla Michele Sarogni ha già segnalato il caso ai carabinieri di San Prisco. Ecco il suo intervento:

“Avviso importante. Voglio accendere i riflettori su una pericolosa moda in voga tra i giovani di Casapulla e non. Questi, infatti, accedendo illecitamente (per questo già passibili di denuncia) ad un cantiere sequetrato dall’autorità giudiziaria, in prossimità di via Musone, si fanno dei selfie sui terrazzi degli stabili in costruzione, per questo sprovvisti di recinzioni e ringhiere.

A seguito di diverse segnalazioni ed avendo constatato la veridicità della cosa (attraverso foto su Facebook e su Instangram) ho informato il Comandante della Stazione dei Carabinieri di San Prisco.

Oltre a ciò voglio sensibilizzare tutti i genitori a prestare massima attenzione verso questa moda e a segnalare qualsiasi movimento strano si verifichi in prossimità del cantiere.”

BLUE WHALE. E’ allarme Balena Blu in Spagna, ma anche in Portogallo, dove sono stati registrati i primi casi di possibile contagio del ‘gioco’ che spingerebbe al suicidio dopo 50 ‘prove’ gli adolescenti. Balena Blu arriverebbe dalla Russia dove avrebbe già fatto vittime e si starebbe diffondendo in America Latina, dove le polizie di Colombia, Cile, Brasile, Bolivia e Uruguay hanno avviato indagini. Il primo caso registrato in Spagna è quello di una ragazza di 15 anni ricoverata oggi in un ospedale psichiatrico dopo che la famiglia si è accorta che stava iniziando a sottoporsi alle ‘sfide’ di Balena Blu. In Portogallo, riferisce Correio da Manha, la prima vittima è una 18nne ritrovata, il corpo coperto di ferite ai piedi di un viadotto della ferrovia. Si sospetta che pure lei abbia tentato la ‘iniziazione’.

 

Il ‘gioco’ impone il superamento di 50 prove, dalle più banali alla automutilazione, fino all’ultima, il suicidio: “saltare da un edificio alto, perdere la propria vita”. Il percorso di iniziazione sarebbe seguito da un ‘custode’ in rete. Il ‘gioco’ sarebbe stato inventato in Russia. Secondo la rivista Novaya Gazeta dal 2016 avrebbe fatto diversi morti fra i giovani russi. Si sarebbe diffuso attraverso la rete sociale VKontakte (VK), il ‘Facebook russo’. L’inchiesta di Novaya Gazeta è stata però messa in dubbio da altri media russi. El Pais ha avuto conferma dell’esistenza di gruppi ‘chiusi’ o ‘segreti’ collegati con ‘Balena Blu’ su Facebook. Uno, ‘Ballena Azul’, con 270mila utenti, è diventato inaccessibile di recente.

 
Pubblicava la lista delle 50 ‘sfide’. Vere, o leggenda metropolitana si chiede il quotidiano? Alla 26ma sfida il ‘custode’ indicherebbe al ‘giocatore’ il giorno della sua morte.
I primi gruppi, secondo Snopes, sono stati creati in Russia dopo il suicidio di Rina Palenkova – un’adolescente che si sarebbe tolta la vita dopo avere pubblicato una sua immagine in rete – “diventata rapidamente la figura centrale di uno strano gruppo di culto”. Le regole del ‘gioco’ prevedono che dopo ogni ‘sfida’ vengano cancellate foto o altre prove del passaggio allo stadio successivo. Una disposizione che potrebbe spiegare la difficoltà degli inquirenti a disporre di prove certe sul collegamento fra ‘gioco’ e suicidi di adolescenti.

https://www.youtube.com/watch?v=qU_QlgOgj28