Spari contro Capasso. I carabinieri sequestrano un’arma dopo perquisizione

SAN FELICE A CANCELLO. I carabinieri della compagnia di Maddaloni stanno stringendo il cerchio sulla vicenda relativa ai colpi di pistola contro la boutique Capasso di via Roma, nella notte di sabato verso  l’una e quindici.

Nella giornata di ieri è stata perquisita l’auto di un pregiudicato sui 37/38 anni con precedenti specifici. I carabinieri gli hanno trovato nella vettura un coltello a serramanico che è stato sequestrato.

Si tratta di un pregiudicato residente nella zona di San Felice centro ma da qui a dire che potrebbe centrare qualcosa con quel raid ce ne passa.

Subito dopo che quella notte furono sparati i colpi di pistola dalla piazza ci fu un fuggi fuggi generale, nessuno si recò sul posto per verificare cosa fosse accaduto. C’erano almeno una ventina di persone a distanza di pochi metri in linea d’aria mentre venivano esplosi i colpi. Solito atteggiamento omertoso che non porta a nulla di buono.

Tre colpi di pistola contro la boutique di via Roma: è racket (foto all’interno)

SAN FELICE A CANCELLO. Si torna a sparare a San Felice a Cancello, nel centro della città in via Roma, non lontano dalla casa comunale.

Nella notte, ignoti, presumibilmente 2 a bordo di una moto, hanno esploso tre colpi di pistola, calibro 7 e 65, contro due vetrine della boutique Capasso, uno dei negozi più esclusivi della città.

Le ogive hanno perforato la parte metallica della saracinesca e poi la vetrina posta all’interno. Capasso, il titolare del negozio, in mattinata, resosi conto del danno, ha sporto denuncia alla stazione dei carabinieri, dichiarando di non aver mai subito minacce.

Il raid sembra però un classico avvertimento legato al racket.

uno dei fori ai danni di capasso

 

 

Per ora sulle indagini, seguite dalla compagnia dei carabinieri di Maddaloni, c’è il massimo riserbo. Sul posto ha fatto un salto anche la Scientifica per i rilievi, e sono state acquisite le registrazioni delle telecamere di un negozio vicino.

Secondo la relazione della Dia il clan della zona è quello dei Massaro, che nella realtà dei fatti ha dettato legge fino ad una decina di anni fa.

Oggi, a San Felice a Cancello, inquadrare una vera e propria cosca, organizzata gerarchicamente, con tanto di denominazione è un azzardo.

Di sicuro c’è qualche elemento legato ai Massaro ma non della stessa radice, così come ci sono altri pregiudicati che dopo aver operato per molti anni nel settore dello spaccio potrebbero aver pensato di allargarsi ulteriormente.

Negli ultimi mesi ci sono state anche delle scarcerazioni eccellenti, insomma di gente in giro che non guarda in faccia a nessuno ce n’è a volontà.

Gente non nuovissima e soprattutto con uno spessore che tende giocoforza sempre a delinquere.

In conclusione non è da escludere che i ras della zona abbiano stretto un patto di sangue con qualche elemento di spicco ascrivibile ai vecchi Massaro, facendo nascere una nuova alleanza ed un nuovo vertice.

Tutto questo grazie anche alla complicità omertosa di molti cittadini che hanno paura di denunciare…