Costa Concordia: per Schettino arriva verdetto finale

NAZIONALE. L’ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino è stato definitivamente condannato, in Cassazione, a 16 anni di reclusione. Come spiegato dall’avvocato Saverio Sense, “si costituirà subito in carcere”.

Appelli erano stati presentati sia dalla difesa, per chiedere l’assoluzione, sia dall’accusa per chiedere una pena più alta, che comprendesse una “colpa cosciente”, anziché il semplice omicidio plurimo colposo. Il 13 gennaio 2012 morirono all’isola del Giglio 32 persone, a seguito della manovra nota come “inchino” che portò la Costa Concordia a sbattere sugli scogli dell’isola

Iovine parla e lui vende la società al figlio

CASAPESENNA/SAN CIPRIANO D’AVERSA. Le modifiche societarie non avevano cambiato la sostanza: quelle ditte, per la Procura, sono comunque riconducibili ad Antonio Piccolo, già indagato nell’inchiesta Cpl Concordia, e raggiunto mercoledì scorso da un’altra ordinanza in carcere.

E’ questo il quadro che emerge dalle 74 pagine dell’ordinanza siglata dal gip Federica Colucci e notificata ieri a 5 persone. Le modifiche degli assetti societari coincidono, infatti, con la comparsa sui giornali delle dichiarazioni rese da Antonio Iovine nel giugno 2014, nelle quali si faceva riferimento alla Cpl Concordia ed alla metanizzazione del Bacino Campania.

A quel punto, secondo l’impianto accusatorio, Antonio Piccolo è corso ai ripari cedendo il ramo d’azienda della Coigas alla Cogepi, società amministrata sulla carta da suo figlio Michele. Anche questa srl si occupa di realizzazione e manutenzione di metanodotti. A confermare i dubbi degli investigatori arriva una conversazione registrata nel corso di un incontro tra il funzionario Cpl per il casertano Pasquale Matano e altri due dirigenti del gruppo, anche loro estranei a questa indagine.

Si parla di Iovine che ha già testimoniato in un processo. “Ascolta…noi Pasquale dobbiamo gestire cosa qua…non voglio che sia frainteso questo silenzio che non ci sentiamo capisci, magari non ci telefoniamo”. Matano dice che parleranno solo di cose operative e di lavoro ma il terzo incalza: “L’imputazione non è molto chiara cioè questo scambio, questo rapporto, in forza del quale poi si avrebbe avuto benefici cioè nell’assegnazione degli appalti se non lo collochiamo all’inizio diciamo quando abbiamo ottenuto le concessioni l’unica cosa che io so esserci stato un interesse congiunto noi quelle concessioni le abbiamo avute con le volture rilasciate e noi siamo subentrati. Siamo subentrati perchè Piccolo è andato a dire le diamo a questi”.

“Va be’ i Piccolo adesso ci hanno messo un prestanome che è il figlio, giusto? Ma sempre Piccolo si chiama la Cogepi no?”. E’ la frase che dà agli investigatori la consapevolezza di essere sulla pista giusta.

Concordia, indagini chiuse: Diana nei guai per concorso esterno

SAN CIPRIANO D’AVERSA. Concorso esterno in associazione mafioso, corruzione e abuso d’ufficio. La Procura di Napoli ha chiuso le indagini preliminari per Lorenzo Diana, ex senatore del Pd, e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio.

 

A luglio fu coinvolto in una indagine della Dda di Napoli su presunti appalti truccati per la metanizzazione dei comuni in provincia di Caserta, dopo il filone legato alla Cpl-Concordia ma ad Ischia. Furono otto le misure cautelari tra le quali gli arresti domiciliari per l’ex presidente di Cpl, Roberto Casari e il divieto di dimora proprio per Lorenzo Diana, 66 anni, noto per il suo impegno contro i clan ed ex membro della commissione antimafia. Secondo l’accusa l’ex senatore avrebbe avuto un ruolo attivo nel patto tra l’impresa e la camorra, ottenendone un tornaconto in termini di rafforzamento dell’influenza politica sul territorio.

 

LORENZO DIANA

 

Diana e’ accusato anche di aver convinto un sostituto procuratore federale Figc, Manolo Iengo, ad attestare falsamente che il figlio Daniele aveva ricoperto un ruolo di dirigente in una squadra di calcio di serie D. Certificato che avrebbe poi consentito al figlio di accedere a corsi e master di dirigente sportivo.

 

In una recente perquisizione dei carabinieri del Noe sono stati rinvenuti 2500 fascicoli dove comparirebbero segnalazioni per appalti, richieste di raccomandazioni, anche da parte di persone vicine a esponenti del clan dei Casalesi. L’avviso di chiusura delle indagini preliminari riguarda anche l’ex sindaco sindaco di San Cipriano d’Aversa (Caserta) Angelo Raffaele Reccia.