Accoltella il genero, sconto di pena in Appello

CASERTA. Sconto di pena in Appello per Angelo Barbaruolo, 56 anni di Caserta. L’uomo era stato condannato a 13 anni di carcere per l’aggressione ai danni del genero Danilo Ardizzone, 28 anni, e di lesioni nei confronti del fratello di quest’ultimo Luca, 40 anni. Barbaruolo era stato condannato in primo grado a 13 anni di carcere per tentato omicidio, mentre i giudici napoletani hanno ridotto la pena ad 8 anni. 

La lite ruota attorno a dissidi familiari esistenti tra Danilo Ardizzone ed il suocero per la separazione in corso dalla moglie. Nel novembre 2015 il ragazzo aveva con sé i due figli minorenni, ma, poco prima delle ore 20, chiamò alla moglie perché il maschietto voleva tornare a casa dalla mamma.

Quest’ultima decise, allora, di portare via anche la femminuccia, mandando il padre a casa del quasi ex marito per recuperare la figlia. Qui è nata una discussione tra Danilo Ardizzone, Barbaruolo davanti ad una terza persona che aveva accompagnato il suocero e che aveva preso la bambina in braccio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Barbaruolo avrebbe aggredito alle spalle il genero con un coltello (poi ritrovato nella Fiat Panda bianca con la quale stava scappando), prima di trascinare con la stessa auto anche Luca Ardizzone, che stava cercando di fermarlo per non farlo scappare.

I due fratelli poi sono finiti in ospedale per essere curati, mentre Barbauolo è stato fermato dai carabinieri mentre rincasava con la nipote e l’uomo che lo aveva accompagnato.

Il collegio difensivo di Barbaruolo composto dagli avvocati Angelo Raucci, Vincenzo Iorio e Paolo Falco ha annunciato la possibilità di presentare il ricorso in Cassazione visto che sostengono che il fatto possa reiterare il reato di lesioni e non quello di tentato omicidio.

Picchia la moglie per 10 anni: arriva la condanna esemplare

MATESE. I Carabinieri della Stazione di Prata Sannita hanno dato esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dall’ufficio esecuzioni penali del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti del pregiudicato Pisaturo Antonio, 41 anni, residente a Pratella.

L’uomo dovrà espiare una pena di 7 anni di reclusione per  maltrattamenti continuati ed aggravati nei confronti della coniuge e dei figli minori, reati commessi dal 2005 al 2015.

Lo stesso, infatti, in più occasioni e per futili motivi, aveva aggredito verbalmente e fisicamente la moglie al fine di estorcerle denaro.

Pisaturo è stato accompagnato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Due anni da incubo con botte ai familiari: condannato ed arrestato

AGRO AVERSANO. I carabinieri della Stazione di Trentola Ducenta hanno dato esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Napoli Nord nei confronti di M. G., 35 anni, residente a Trentola Ducenta.

L’uomo dovrà espiare 3 anni e 6 mesi di reclusione, poiché riconosciuto colpevole di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, reati commessi a Trentola Ducenta tra il 2013 e 2015. M. G. è stato accompagnato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Autore di ben 3 rapine, arriva la condanna per un 30enne

I Carabinieri della Stazione di Castel Volturno (CE), in viale Mancini di quel centro, hanno eseguito un ordine  di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli, nei confronti del pregiudicato Correale Salvatore, cl. 1987, di Castel Volturno, in atto già sottoposto agli arresti domiciliari per rapina.

L’uomo dovrà scontare la pena di anni 3, mesi 11 e giorni 11 di reclusione, poiché colpevole di rapina ed estorsione continuati in concorso, commessi il 30 maggio, 31 maggio e 2 giugno 2014 in Qualiano (NA).

Correale Salvatore è stato accompagnato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere (CE).

Rapine alle prostitute, 31enne finisce in carcere dopo la condanna

MONDRAGONE. I carabinieri del Comando Stazione di Mondragone hanno dato esecuzione all’ordine di carcerazione, emesso dall’ ufficio di sorveglianza del Tribunale Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di GUARDASCIONE Antonio, classe 1984,  del posto.

 

L’uomo, già sottoposto agli arresti domiciliari, dovrà espiare la pena residua di mesi 18 di reclusione, poiché ritenuto colpevole di evasione dagli arresti domiciliari e rapina aggravata. L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

 

Il giovane, difeso dall’avvocato Giovanni Zannini, venne condannato in primo grado per aver commesso due rapine ai danni di altrettante prostitute nel giro di poche ore. Ora con la condanna definitiva per lui si sono aperte le porte del carcere.

 

Antonio Guardascione
Antonio Guardascione