Guerriero, incubo finito: la Procura ha chiuso il caso

MARCIANISE. Finisce l’incubo del consigliere comunale Pd Raffaele Guerriero: il gip, concordando con quanto appurato dal pm della Dda, ha infatti deciso l’archiviazione definitiva nei confronti del politico di Marcianise. Caso chiuso, dunque, per Guerriero: una vicenda che si era sgonfiata già il giorno dopo il fermo, che non venne convalidato dal gip e non si tramutò mai in arresto.

Guerriero venne fermato pochi giorni dopo la sua elezione a consigliere nelle fila del Pd per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Una vicenda che risale a pochi giorni dopo l’insediamento della mia amministrazione.

A dare notizia dell’archiviazione è il sindaco Antonello Velardi: “In quella circostanza io usai espressioni forti, dissi che se era responsabile di ciò di cui era accusato, Raffaele meritava la sedia elettrica. Se era responsabile. Non lo è, non lo è mai stato, dicono adesso i giudici, e perciò con altrettanto durezza ora dico che va, anzi deve essere completamente riabilitato nella sua funzione pubblica. Corretto fino in fondo, Raffaele si sospese dal gruppo del Pd per evitare imbarazzi al suo partito. Ma anche per disinnescare la polemica interna al Pd, dove qualcuno ora dovrebbe fare una grande autocritica (ma non la farà)”.

“I magistrati della Dda di Napoli hanno dimostrato di saper leggere la realtà, e lo dico in giornate come queste che sono complicate per loro, al centro di ben altre polemiche. Per tutti noi quei magistrati restano, pur nella limitatezza della loro azione che era e resta umana, un baluardo contro la criminalità organizzata, in una terra – la nostra – che ha vissuto per troppi anni grazie ad indicibili patti e a vergognose alleanze tra segmenti della criminalità e fette consistenti della politica, delle professioni e dell’economia”

Già a giunto il gip Perrella concordando con la tesi dei legali del politico rappresentato dall’avvocato Giuseppe Stellato, lo liberò. Nelle 52 pagine del decreto di fermo siglato dai pm della Dda Maurizio Giordano e Alessandro D’Alessio non c’è, infatti, traccia di benefici che Guerriero avrebbe avuto dalla condotta di Tommaso Del Gaudio.

Raffaele Guerriero

Guerriero fu coinvolto nell’inchiesta in quanto dipendente della Dhi con compiti amministrativi. Fu destinatario di ordinanza, invece, Tommaso Del Gaudio, esponente della famiglia dei Bellaggiò: “Masino” avrebbe esercitato pressioni su Alberto Di Nardi, patron della Dhi ottenendo soldi per evitare scioperi e far proseguire tranquillamente la raccolta dei rifiuti in città.

Esclusi dai finanziamenti. A Marcianise arrivano 14 milioni. Glorioso: Giunta nuova, vecchi difetti

CAPODRISE. La rabbia di Giuseppe Glorioso, consigliere di opposizione che punta l’indice contro Angelo Crescente e l’assessore delegato Vincenzo Neghro: ” Un’altra occasione persa, Anno Nuovo, Giunta Nuova, Difetti Vecchi.
Il comune di #CAPODRISE escluso dai finanziamenti europei per il fondo di rotazione. La Propaganda ha le gambe corte ed è miope. La Propaganda ha un limite: il reale.

Il bando ha finanziato al momento più di 200 progetti ( Macerata Campania, Santa Maria Capua Vetere, Casagiove riceveranno diversi milioni di euro).
A Marcianise arriveranno 14 milioni. CAPODRISE continua a Dormire“.

Glorioso senza mezzi termini accusa la giunta Crescente di non essere riuscita a portare fondi così come hanno fatto altri comuni. Una cosa simile era capitata anche durante il primo mandato di Crescente.

ECCO COSA ACCADRA’ A MARCIANISE

Tra le opere pubbliche che l’amministrazione comunale si era prefissata come obiettivi primari rientrano in particolar modo la bonifica della località Santa Veneranda e la realizzazione della pubblica illuminazione. A queste poi vanno ad aggiungersi diverse opere pubbliche con nel corso del tempo potranno essere eseguite grazie proprio all’utilizzo di questi fondi provenienti dall’UE.

Estorsioni a un consigliere comunale, arrestati moglie e figlio del boss Petruolo. LE FOTO

MACERATA CAMPANIA.  I Carabinieri di Macerata Campania, agli ordini del maresciallo Baldassarre Nero, hanno eseguito un decreto di fermo emesso dal pm della Dda di Napoli nei confronti di due persone ritenute responsabili di 6 estorsioni, tra consumate e tentate, tutte aggravate dal metodo mafioso.

 

Le indagini, condotte dai militari dell’Arma tra luglio e dicembre 2015, sono scattate a seguito della denuncia sporta da un imprenditore edile impegnato in un cantiere per la realizzazione di alcuni campi di calcetto nella frazione Caturano del comune di Macerata Campania. L’attività investigativa si inserisce nel più ampio ambito di accertamenti condotti, sotto la direzione della Dda di Napoli, aventi ad oggetto le attività illecite della famiglia camorristica Petruolo, riconducibile al clan Belforte di Marcianise.

 

Destinatari del provvedimento di fermo sono la moglie e il figlio di Filippo Petruolo, considerato referente del clan Belforte per il comune di Macerata Campania e nei comuni limitrofi, attualmente detenuto in quanto condannato all’ergastolo per reati associativi.

 

C’è anche un consigliere comunale di Macerata Campania (Caserta) tra le vittime delle estorsioni messe in atto dal gruppo camorristico Petruolo, referente sul territorio del clan Belforte. E’ quanto svelato dalle indagini condotte dai Carabinieri e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, culminate nell’esecuzione questa mattina di un decreto di fermo nei confronti della moglie e del figlio di Filippo Petruolo, considerato referente del clan Belforte nel comune di Macerata Campania e nei comuni limitrofi, in carcere in quanto condannato all’ergastolo.

 

 

Le estorsioni, è risultato dall’indagine, erano poste in essere in corrispondenza delle scadenze “tipiche” delle tre festività, Natale, Pasqua e Ferragosto, nei confronti di diversi imprenditori operanti nel settore dell’edilizia e della rivendita di materiale edile, nonché di titolari di concessionarie e di negozi di elettrodomestici; tra questi figura anche il consigliere comunale di Macerata Campania, attualmente in carica.

 

Le vittime, parlando agli investigatori, hanno confermato non solo di essere state destinatarie di richieste estorsive, secondo il consolidato modus operandi che vedeva l’avvicinamento presso il cantiere con la tradizionale richiesta di denaro, ma anche di essere state oggetto di vere e proprie aggressioni fisiche.