Ammazza la zia e ferisce l’altra: poi tenta la fuga sui tetti

AGGIORNAMENTO ORE 00 E 11. Una donna di 61 anni è stata uccisa a coltellate, secondo quanto si apprende, dopo una lite familiare con il nipote. È successo nella tarda serata di oggi nel quartiere Ponticelli, a Napoli. Lievemente ferita la sorella della vittima, una 71enne. Intervenuti i carabinieri che hanno in breve tempo bloccato l’uomo, 39enne, ai domiciliari per reati contro il patrimonio. E’ stato portato in caserma. I militari dell’Arma stanno valutando la sua posizione.

REGIONALE. Una donna morta ed una ferita, e’ il bilancio di un episodio accaduto nel quartiere di Ponticelli, in serata, sul quale stanno indagando i Carabinieri.

Al 112 e’ arrivata la segnalazione di una 61enne ferita, all’interno della propria abitazione in via Botteghelle. La telefonata segnalava anche un uomo che fuggiva dall’abitazione, sui tetti, brandendo un coltello. I militari dell’Arma lo hanno bloccato proprio sul tetto di un palazzo poco distante.

L’uomo ha gettato l’arma ed e’ stato immobilizzato. I carabinieri hanno scoperto che era ferita anche la figlia della donna oggetto della segnalazione, ora affidata alle cure dei medici della clinica Villa Betania di Ponticelli. L’uomo e’ rispettivamente nipote e cugino delle vittime, un 39enne gia’ noto alle forze dell’ordine, ai domiciliari per reati contro il patrimonio.

Sospettato, e’ stato portato in caserma. La 61enne, soccorsa dai sanitari del 118, e’ deceduta durante il tragitto verso la clinica Villa Betania

Semina il terrore con lo zainetto in spalla al grido di Allahu Akbar (Dio è grande)

CASAPULLA/CASERTA. Ha seminato lo scompiglio sull’Appia in territorio di Casapulla ieri alle 22- Un extracomnitario con uno zainetto sulle spalle gridava “allahu akbar”, cioè Dio è il più grande.

La gente vedendo lo zainetto e che brandiva una bottiglia di vetro con fare minaccioso ha cominciato ad avere paura e ha pensato al peggio. Immediata la telefonata al 112.
I militari sono piombati subito da quelle parti e lo hanno bloccato e fatto stendere a terra.
Lo hanno immobilizzato e ammanettato prima che potesse nuocere a qualcuno.
Gli hanno anche toccato lo zaino per capire cosa contenesse, perquisendolo per capire se avesse delle armi.

Probabilmente il giovane di colore era ubriaco e ha agito per spirito di emulazione.
Infatti il giorno prima a Bruxelles un uomo armato di coltello, forse un machete, ha attaccato due soldati sulla boulevard Emile-Jacqmain, nel centro della capitale belga, prima di venire colpito a morte dalla polizia.

Oramai con tutto quello sta succedendo si tende anche da parte degli immigrati ad esperare le situazioni.

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Stanato membro della banda dell’Audi: stava colpendo al bar Daddy. In fuga i complici

MARCIANISE. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Marcianise nel corso della notte, sul tratto della SP 336 di quel centro, hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato per tentato furto aggravato in concorso, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli, di Seferovic Toni, cl. 1999, domiciliato presso il campo nomadi di Giugliano in Campania (NA).

I militari dell’Arma, mentre transitavano sulla sp 336 del comune di Marcianise, hanno notato nei pressi dell’area di servizio “Esso” un’autovettura audi A4 di colore grigio ferma con il motore acceso.

Nel procedere al controllo del mezzo, i carabinieri, hanno subito rilevato la presenza di quattro uomini, uno seduto al posto guida, due vicino l’auto e uno intento a scassinare con due grimaldelli di grosse dimensioni la porta blindata del bar “Daddy”, posto nell’area antistante al citato distributore.

I Malviventi, accortisi della presenza dei militari, si sono subito dati alla fuga, tre di loro sono riusciti a far perdere le proprie tracce mentre allontanandosi a folle velocità a bordo dell’autovettura in uso, mentre il quarto  è stato bloccato dopo aver scavalcato la recinzione dell’Autostrada  ed arrestato dopo una breve colluttazione con i militari dell’Arma.

Indagini in corso per l’individuazione dei tre complici.

Seferovic Toni è stato accompagnato presso la casa circondariale di Santa Maria C.V. a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.