Quali sono le città più care in Italia e nel mondo?

Chi ha occasione di viaggiare molto per lavoro o per svago riesce ad avere una chiara idea su quali siano le città più care al mondo, dove un semplice caffè consumato al tavolo di in un bar del centro potrebbe arrivare a costare anche 10€. Secondo la classifica stilata dall’Istat basata sui dati relativi all’inflazione di dicembre raccolti per singole regioni e capoluoghi,  la città più cara della nostra penisola in termini di spesa è ancora una volta Bolzano, dove si è registrato un valore massimo di inflazione pari al 1,6%. Al secondo posto si è piazzata Venezia, una delle città d’arte più apprezzata e visitata dai turisti di tutto il mondo che negli anni ritornano a visitarla ben consapevoli di non trovarsi in un luogo low cost.  A salire sul podio di città più costosa d’Italia arriva anche Genova, in cui è presente un’inflazione del 1,3%. Per quanto riguarda le regioni più care, in testa troviamo il Trentino Alto Adige seguito da Valle d’Aosta e Liguria. In un discorso più ampio, Bolzano, Venezia e Genova non risultano così care se messe a confronto con le altre città del mondo.

In ambito europeo la città più cara è Parigi che si attesta anche tra le più visitate principalmente dai ricchi turisti asiatici e americani che giungono in città attratti dai capolavori artistici custoditi all’interno del Louvre e dalle bellezze architettoniche come: la Torre Eiffel, la cattedrale di Notre Dame, la basilica del Sacro Cuore, l’Arco di Trionfo e l’imponente reggia di Versailles. Copenaghen, capitale della Danimarca, è un’altra città che rientra pienamente nella classifica delle città europee più care in cui il costo della vita supera di gran lunga quello delle altre città scandinave. Ginevra e Zurigo, famose per i panorami innevati, i ristoranti di classe la bontà del cioccolato e l’industria degli orologi fanno parte della top ten delle città più care al mondo, in cui un impiegato medio non potrebbe permettersi soggiornare adeguatamente per oltre tre giorni. Secondo il settimanale inglese The Economist al primo posto della classifica internazionale si conferma Singapore, dove il famoso cocktail Gioiello di Pangea costa 25.000€! Per non parlare dei prezzi dei 22 centri commerciali presenti in città in cui si trovano i migliori marchi del mondo.

Se non siete ricchi, la realizzazione di una grossa vincita alla lotteria potrebbe aiutarvi a fare il giro di tutte le località più care del mondo non essendo costretti a badare al budget che avete a disposizione. Sbancare il jackpot di 90 milioni di euro, messo in palio ogni venerdì sera dalla lotteria Eurojackpot, potrebbe consentire al fortunato vincitore di affittare per un mese un piccolo appartamento da 2.100€ ad Hong Kong senza troppe preoccupazioni. Tentare la fortuna alla lotteria per potersi permettere una vacanza da milionari appena costa 2€, pressappoco  il prezzo di un quotidiano che potrebbe aprire a chiunque l’opportunità  di visitare città molto care come Seoul (Corea del Sud) oppure Tokyo (Giappone) alloggiando solo nei migliori hotel.

 

Ryanair a Capodichino con 9 nuove rotte: ecco gli scali scelti

REGIONALE. “Le nostre rotte su Napoli hanno avuto un grande successo e per questo dalla prossima estate lanceremo nove nuove destinazioni da Capodichino”. Così Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, ha annunciato oggi a Napoli che la compagnia low cost opererà da Capodichino 9 nuove rotte per Bologna, Budapest, Bruxelles (Charleroi), Dublino, Cracovia, Malta, Porto, Salonicco e Breslavia, raggiungendo un totale di 28 rotte che faranno viaggiare 2 milioni di clienti l’anno da e per l’aeroporto di Napoli.

“Il successo – ha spiegato O’Leary – in questi nostri prii due anni a Napoli è anche dovuto all’efficienza dell’aeroporto con cui abbiamo rapporti molto buoni, è gestito molto bene”.

La nuova programmazione estiva di Ryanair a Napoli offrirà collegamenti giornalieri con Bologna, 5 voli a settimana per Dublino, 3 per Budapest, 4 per Bruxelles Charleroi, 2 per Cracovia, Malta, Porto, Salonicco e Breslavia.

Guai per il Napoli, 252 tifosi azzurri fanno causa ad ADL

SPORT. A settembre partiranno le prime 252 citazioni contro il Calcio Napoli. Ad annunciarlo è lo studio dell’avvocato Pecorella che sta seguendo in prima linea il caso, difendendo le ragioni degli abbonati del 2016-2017 che hanno pagato per l’intero carnet una cifra superiore alla somma totale dei 19 biglietti delle gare interne degli azzurri. Nel mirino la politica schizofrenica dei prezzi promossa l’anno scorso dal patron Aurelio De Laurentiis.

“Tutti i vecchi abbonati dello scorso campionato al Napoli Calcio dei settori Tribuna e Distinti che intendessero ottenere la restituzione delle maggiori somme versate (da 250 a 500 euro) per l’acquisto del loro abbonamento rispetto ai paganti delle singole partite possono inviare dal 28 agosto 2017 i loro dati all’indirizzo di posta elettronica vipec@libero.it ovvero telefonare (0815529072) o inviare un fax (0815529205) dello Studio Pecorella & Partners. Necessari: copia carta d’identità, copia tessera di abbonamento. Saranno ricontattati” fanno sapere i legali. E i tifosi interessati sono in tanti, visto che nessuno si è salvato da questa strana disparità: si  passa da una differenza di poco più di 30 euro nelle curve, fino addirittura a una differenza di 550 euro tra il costo dell’abbonamento e il prezzo nel settore “Posillipo”.  Intanto domani al San Paolo saranno almeno 35mila: la prevendita prosegue a gonfie vele; le Curve Superiori sono già andate esaurite e fino a ieri sera i ticket staccati erano 29mila.

SUL CAMPO. Spauracchio Atalanta. Sarri teme la squadra di Gasperini più del Nizza, affrontato due volte ed eliminato dalla Champions nel corso degli ultimi dieci giorni. L’allenatore è ancora scottato da quanto accadde lo scorso anno in campionato, con i bergamaschi vincitori all’andata ed al ritorno, unica squadra capace di guadagnare sei punti nel doppio scontro con il Napoli.

Dunque fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Ed allora il tecnico dei partenopei si è particolarmente concentrato negli allenamenti successivi al ritorno dalla trasferta di Nizza a motivare la squadra e ad organizzare tatticamente la gara di domenica sera al San Paolo. Sul piano fisico la condizione degli azzurri è ottimale, come hanno dimostrato proprio le due partite dei play off di Champions. Resta da imbrigliare il gioco dell’Atalanta.

A sua volta Gasperini è uno dei pochi allenatori italiani (ed europei) che evidentemente ha capito perfettamente come va affrontato il Napoli per evitare che il predominio nel controllo del gioco, che gli azzurri sono comunque destinati a mantenere nella partita, si traduca inevitabilmente in una resa. Insomma al San Paolo si vedrà più che altro una sorta di partita a scacchi tra i due allenatori, con Sarri assolutamente refrattario a farsi condizionare dalla messe di complimenti ricevuti dopo il doppio scontro con il Nizza, compresi quelli di Pep Guardiola, allenatore del Manchester City che gli azzurri affronteranno nel girone di Champions, il quale proprio oggi ha detto in un’intervista di considerare il Napoli una delle tre squadre che praticano il miglior calcio in Europa. Jorginho ha invece parlato ai microfoni di Mediaset sia dell’impegno con l’Atalanta, sia della notizia dell’interessamento del Psg nei confrotni di Pepe Reina.

”Mi fanno piacere – ha detto il brasiliano – i complimenti che mi sono arrivati nelle ultime ore, ma vanno divisi con tutta la squadra. Quello con l’Atalanta è un match difficile, non abbiamo dimenticato cosa è successo lo scorso anno, quando ci hanno sconfitti due volte. Perciò ci vorrà molta attenzione per fare risultato contro di loro. La Nazionale? Ventura guarderà le partite e farà le sue scelte”. Infine Reina ed il mercato. ”Se andiamo dietro alle voci di mercato – ha osservato Jorginho – si rischia di perdere solo energie preziose. L’obiettivo deve essere quello di restare concentrati e portare a casa i tre punti dalla prossima partita, che è l’unica cosa che conta”

Incredibile: in un Comune casertano un’auto su due non è assicurata

CASERTA. Continua a crescere in Italia il numero di veicoli – auto e moto – che circolano senza assicurazione. Erano 3,9 milioni nel 2014 (l’8,7% del totale), sono circa 5 milioni oggi (il 13%): oltre un milione in piu’ in appena tre anni. A lanciare l’allarme e’ l’Asaps, Associazione amici sostenitori polizia stradale, che parla senza mezzi termini di “progressione inquietante” e di “trend consolidato”, visto che i veicoli privi di assicurazione erano 3,1 milioni nel 2012. Al fenomeno l’Asaps dedichera’ presto un ebook (riservato ai soci), ma i numeri elaborati da due dei consiglieri nazionali autorizzano gia’ ora a parlare di emergenza.

“Una premessa doverosa – spiega Giordano Biserni, presidente dell’Asaps -: i 51,4 mln di veicoli registrati nel dataset della Motorizzazione civile (l’aggiornamento e’ datato febbraio 2017, ndr) comprendono anche quelli che, seppure immatricolati, non circolano perche’ magari restano in aree private, perche’ il proprietario ne fa un uso solo stagionale o perche’ sottoposti a fermo amministrativo, ma lo stesso valeva anche per i ‘censimenti’ degli anni precedenti. L’incremento quindi c’e’, e preoccupa, anche perche’ il fenomeno in alcune aree del Paese raggiunge percentuali da record”.

La ‘scopertura’ assicurativa si registra soprattutto al sud, in particolare in Campania: “in provincia di Napoli il 25,6 % dei veicoli, di fatto uno su quattro, manca di R.C. auto” ma a Qualiano e a Striano, comuni della stessa provincia, la quota sale rispettivamente al 46 e a poco meno del 47%, mentre a Castel Volturno, nel Casertano, si arriva al 42%. E l’elenco potrebbe continuare, fino al record (49%) di Oldenico, in provincia di Vercelli.

“A rendere ancora piu’ complicato il quadro – rincara la dose Biserni – provvede anche un’altra anomalia: il ministero dell’Interno di recente ha chiarito che non c’e assicurazione obbligatoria per le auto immatricolate all’estero, libere di circolare temporaneamente sulle nostre strade grazie alla cosiddetta ‘assicurazione virtuale’ in forza della quale il veicolo risulta comunque coperto in caso di incidente. E i tanti tir che arrivano da altri Paesi? E i mezzi pesanti noleggiati o presi in comodato da italiani?”. Morale: l’incubo di ogni bravo automobilista, quello di fare un incidente (senza colpa) con qualcuno che non e’ assicurato, giorno dopo giorno diventa sempre piu’ concreto.

Nel caso di sinistri con veicoli immatricolati all’estero (compresi in una lista di una quarantina di Paesi) interviene l’Uci, l’Ufficio centrale di assicurazione per l’Italia; per tutte le altre occasioni – compresi gli incidenti con auto non identificate – al risarcimento pensa un Fondo di garanzia ad hoc, “ma la franchigia e’ di 500 euro, e il rischio di rimetterci e’ serio. Dopo il danno, insomma, la beffa. Tra l’altro, il Fondo e’ alimentato da una aliquota sui premi per l’assicurazione obbligatoria della responsabilita’ civile, pagata da tutti coloro che sottoscrivono una polizza. Come dire che se sono sempre di meno quelli che pagano, quelli che pagano saranno costretti a pagare sempre di piu'”.

Ma che cosa c’e’ alla base del fenomeno? “Sicuramente – risponde il presidente dell’Asaps – ha il suo peso l’onda lunga della crisi economica e della disoccupazione: sono tanti quelli che fanno fatica, o non ce la fanno proprio, a mettersi in regola, e non stupisce che tra le auto senza assicurazione ce ne siano molte di grossa cilindrata, comprate magari anni addietro in tempi di vacche meno magre”. Ma gli esperti dell’Associazione puntano l’indice anche contro due concause strutturali: l’abrogazione del reato di falsita’ in scrittura privata (articolo 485 del codice penale) e la “dematerializzazione”, ovvero l’abolizione della documentazione assicurativa. In pratica, da un lato, “la previsione di sanzioni solo amministrative finisce con l’essere un deterrente non abbastanza efficace, anche perche’ chi salda in tempo ha diritto anche a degli ‘sconti’ sulla multa, che pure e’ salata”; dall’altro, “la caduta dell’obbligo di esporre sul parabrezza il vecchio tagliando giallo puo’ spingere molti a insistere nell’evasione, nella speranza di non incappare in uno dei controlli attraverso la lettura elettronica della targa”.

Il quadro che emerge, conclude Biserni, e’ insomma “decisamente sconfortante”, di “illegalita’ diffusa: servirebbero il prima possibile norme nuove, piu’efficaci, per arginare un fenomeno che tra l’altro ha la sua incidenza anche su quello, gravissimo, della pirateria stradale. Perche’ dai nostri report periodici emerge che sulla decisione di fuggire dopo aver provocato un incidente hanno un rilievo consistente la paura di perdere punti della patente o lo stesso titolo di guida ma anche la consapevolezza di viaggiare senza assicurazione o, accade anche questo, con l’assicurazione falsa”

Sold out per Capodanno in Campania: ecco tutti i prezzi. C’è anche Caserta

REGIONALE (Antonio Morlando Piscitelli). La Campania tra le regioni più gettonate per il Capodanno 2017. Molto difficile trovare una camera disponibile a Napoli, Salerno, Sorrento e le isole per la notte del 31 e anche per il primo gennaio.

Sia i portali internazionali di prenotazione che le stime di previsione effettuate dall’Osservatorio turistico dell’Abbac Aigo Confesercenti confermano che sarà complicato garantirsi in queste ore un posto letto nelle città di Napoli e Salerno e le maggiori località turistiche.

“Abbiamo effettuato un’analisi approfondita e all’ultimo momento proprio avere un dato monitorato. – dichiara il presidente Agostino Ingenito – Non ci sorprende l’appetibilità della Campania e delle sue perle ma tuttavia si tratta di un trend in crescita che va oltre le feste tradizionali e che ci fa ben sperare per l’anno che sta arrivando”. L’analisi effettuata tiene conto dei prezzi da un minimo ad massimo praticati da strutture ricettive extralberghiere ed alberghiere. Da circa 130 euro come prezzo minimo per una camera doppia fino ad un massimo di 500 euro a Napoli nel centro storico e alla riviera di Chiaia. Difficile approfittare del last minute anche per il Vomero, mentre sono ormai in esaurimento anche le strutture ricettive dell’area metropolitana.

Da Portici, Ercolano e dall’area flegrea come per Castellammare di Stabia e Pompei. Il prezzo medio scende di poco, circa il 10% in meno in queste zone, ma è complicato riuscire a trovare una camera disponibile. Salerno si attesta come regina di questa classifica; non è possibile approfittare del last minute, le prenotazioni sono chiuse da giorni. Per la notte di Capodanno, si va da un minimo di 150 euro ed in alcuni casi ad un massimo di 800 euro per trovare una camera doppia. Caserta è all’80% di prenotazioni, i prezzi per una camera doppia oscillano da 100 a 460 euro.

Ad Avellino la media è del 75% per la notte di Capodanno, scende al 70% per il 1 gennaio, i prezzi variano da 100 a 220 euro. Benevento si attesta in queste ore all’88% di prenotazioni, con costi camera da un minimo di 80 a 195 euro. E’ del 100% l’occupazione camere di Capri, difficile dare le cifre minime e massime per overbooking. Ischia è al 95% di camere occupate con prezzi da un minimo di 40 euro ad un massimo di 500 euro. A Procida la percentuale è del 79% con prezzi che variano dai 50 agli 80 euro. A Sorrento percentuali di prenotazione pari al 96% prezzi da un minimo 70 euro ad un massimo di 700 euro per una doppia. Anche in Costiera Amalfitana la percentuale è del 97% con prezzi che oscillano da un minimo di 70 euro e in alcuni alberghi fino a 1900 euro.