Inerzia e ritardi alla stazione appaltante: operai in protesta si appellano al Prefetto

CASERTA. Chiedono l’intervento del prefetto Raffaele Ruberto, per porre fine a una situazione che definiscono drammatica e paradossale. Stamattina, 11 ottobre, operai in protesta davanti alla sede della Stazione unica appaltante di Caserta, in via Cesare Battisti, 16. Sono i lavoratori della società consortile Italgeco. Da 720 giorni attendiamo che la SUA si esprima su una gara d’appalto promossa dal Comune di San Marco Evangelista, dal cui esito potrebbe dipendere il loro futuro e quello delle loro famiglie.

Il 25 ottobre 2016, l’Amministrazione comunale ha trasmesso alla Stazione appaltante i documenti propedeutici di gara per la valutazione dell’offerta tecnica e dell’offerta economica; da allora, più il nulla! Dopo quasi due anni, la SUA è ancora impegnata nella verifica dell’offerta economica presentata da Italgeco, con sedute della commissione che si rimandano “a data da destinarsi” per l’indisponibilità del presidente. Neanche di fronte a un primo sit-in, animato dai lavoratori lo scorso 18 settembre, si è registrato un sussulto. Istituita per assicurare regolarità, economicità e rapidità nella gestione dei contratti pubblici e prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose, la Stazione appaltante si è presto trasformata, a Caserta come altrove, in una sorta di “sabbie mobili” del procedimento amministrativo. I Comuni annaspano nei ritardi, le imprese rischiano il collasso e le comunità vivono nell’enorme disagio generato dall’impotenza del pubblico e del privato. Il territorio, fiaccato da una crisi che ha inferto un colpo durissimo al tessuto produttivo, non può derubricare come “normale” un’emergenza di queste proporzioni. Dinanzi ad attese legittime, il richiamo al dovere dovrebbe essere un imperativo categorico, soprattutto per un’istituzione come la SUA.

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“Non chiudete la Coop di SMCV”

SNTA MARIA CAPUA VETERE. (S.C.) I ‘Soci coop Campania Felix’ non sembrano essere molto contenti della decisione di chiudere il Superstore di Santa Maria Capua Vetere, unica sede commerciale della catena nella provincia di Caserta. Stanno lottando civilmente attraverso una raccolta di firme affinché la loro richiesta venga ascoltata.

Ecco quanto dichiarato:

“Siamo un gruppo spontaneo di soci Unicoop Tirreno della provincia di CASERTA, che si è costituito con la denominazione: ‘Soci coop Campania Felix’, per manifestare il proprio dissenso contro la prossima chiusura del Superstore di Santa Maria Capua Vetere, aperto nel 2010, unico punto vendita coop nella provincia di CASERTA. Siamo chiaramente solidali anche con soci e i lavoratori dello Store di Napoli Arenaccia, del quale ugualmente è annunciata la chiusura”. E’ quanto si legge in una lettera aperta di soci Unicoop Tirreno della provincia di CASERTA. “Per noi soci la coop -continua la lettera- non è solo un supermercato che si distingue per la qualità del servizio (la professionalità e garbo del personale) e dei prodotti della filiera Coop. Per noi è anche luogo di legalità, di educazione alimentare e ambientale, di rispetto del lavoro e di promozione dell’economia del territorio, di iniziative benefiche a favore dei bisognosi e degli ammalati. Per questi valori ci identifichiamo con la coop. Il negozio di Santa Maria Capua a Vetere ha performance sicuramente migliore di molti altri punti vendita della rete Unicoop Tirreno (Toscana, Umbria, Lazio), un bacino di utenza di buona qualità ed in crescita, in 5 anni ha visto l’adesione di oltre 5.000 nuovi soci, che vuol dire almeno 5.000 famiglie”. “La notizia della prossima chiusura era da mesi nota alla presidentessa del comitato Unicoop locale e al responsabile soci campano, ma essi non hanno ritenuto opportuno -spiega ancora la nota- informarne per tempo i soci e farne oggetto di assemblea. Per questo e per altro di loro non ci fidiamo. Come gruppo ‘Soci Coop Campania Felix’, abbiamo promosso un raccolta di firme per manifestare la nostra contrarietà e la nostra amarezza e dire no alla chiusura del Superstore di Santa Maria Capua a Vetere. In sole 12 ore nel fine settimana dal 15 al 17 settembre, utilizzando un minuscolo banchetto posto all’esterno del Superstore (ci hanno negato di farlo all’interno) abbiamo convinto -conclude la nota- oltre mille soci e consumatori, a sottoscrivere la nostra petizione”

Turni pomeridiani in 3 scuole: gli studenti del Buonarroti protestano in Provincia

CASERTA. I doppi turni per gli studenti dell’istituto Buonarroti di Caserta per far fronte all’inagibilità della scuola non è stata presa bene da studenti, personale docente e non che hanno deciso di iniziare uno stato di agitazione per chiedere “maggiore rispetto”. Le opzioni scelte dal tavolo tecnico in Prefettura sono il Diaz, il Giordani e la succursale dell’Istituto d’Arte di San Leucio (ubicata alla Saint Gobain).

“La proposta – afferma docenti e studenti – non ha affatto tenuto conto della provenienza dell’utenza e delle deficienze del trasporto pubblico locale che impedirà di fatto a molti alunni di raggiungere la sede scolastica. I disagi rimangono e gli studenti preannunciano una manifestazione pacifica per lunedì mattina davanti la Provincia, l’unico ente deputato ad indicare istituti alternativi”.

Intanto, nella tarda mattinata di venerdì, una delegazione di alunni, genitori e docenti è stata ricevuta in Prefettura dove, dal Vice Prefetto Vittoria Ciaramella e dal Prefetto Vicario Gerlando Iorio ed hanno ricevuto rassicurazione circa la disponibilità a riaprire il tavolo qualora si dovesse prospettare un’altra soluzione che vada incontro alle esigenze degli utenti. La Delegazione ha chiesto contezza dei tempi non solo per la consegna dell’istituto fissata per il 31 gennaio 2018, ma anche per la ripresa dei lavori, ormai fermi da mesi.

Bagarre: sta succedendo ora al casello di Santa Maria CV (LE FOTO)

SANTA MARIA CAPUA VETERE. Protesta in atto al casello autostradale di Santa Maria Capua Vetere, presso la rotonda, occupata pacificamente da comitati ambientalisti che protestano contro i roghi che stanno mettendo a dura prova la Campania. Il fallimento della politica sotto la lente e la mobilitazione è generale, di seguito tutti gli appuntamenti dei vari cortei.

 

Secondo l’ultimo monitoraggio della Coldiretti il livello idrometrico del fiume Po e’ sceso a 3,15 metri sotto lo zero idrometrico, quasi mezzo metro piu’ basso rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, secondo le ultime rilevazioni al Ponte della Becca. Lo stato del piu’ grande fiume italiano – sottolinea la Coldiretti – e’ rappresentativo della crisi idrica del Paese, anche perche’ dal bacino idrico del Po dipende il 35% della produzione agricola nazionale. Ma la situazione e’ difficile nei laghi e nelle dighe lungo tutta la Penisola. L’altezza idrometrica del lago di Garda e’ di 69,5 centimetri, ben il 33% in meno rispetto alla media storica del periodo, mentre in Campania la diga del Piano della Rocca ha una disponibilita’ di 7,82 milioni di metri cubi di acqua pari ad appena il 55% dello stesso periodo dello scorso anno.

La situazione appare meno grave in Puglia dove nelle dighe di Occhito. Capaccio, Osento e Capaciotti ci sono 230 milioni di metri cubi di acqua, il 14% in meno rispetto allo scorso anno. Nelle isole la diga Don Sturzo in Sicilia ha 37,77 milioni di metri cubi di acqua, il 30% in meno dello scorso anno, mentre quella di Temo, nella Nurra in Sardegna, ne ha ben il 64% in meno per un totale di 18,69 milioni di metri cubi di acqua. L’annata in corso, per la zona nord occidentale della Sardegna, e’ la piu’ siccitosa dal 1922, secondo l’Autorita’ di Bacino

Protesta contro la centrale di Sparanise, ecco il comunicato del comitato per l’Agro Caleno

SPARANISE. Di seguito riportiamo il comunicato del comitato “Agro Caleno” relativo al sit-in di protesta presso lo stabilimento della Calenia Energia.
“Questa mattina circa cinquanta militanti del Comitato per l’Agro caleno hanno inscenato un sit-in di protesta presso lo stabilimento della Calenia Energia a Sparanise. La centrale turbogas, realizzata tra mille polemiche per compiacere gli interessi della municipalizzata HERA (legata al Pd), della multinazionale Axpo (quella del TAP in Puglia), di Nicola Cosentino (attualmente in carcere per essere stato il referente del clan dei casalesi dentro le istituzioni) e dei suoi leccapiedi locali, rappresenta un esempio lampante di un’opera inutile ed inquinante imposta alle popolazioni per il profitto di pochi.
Attualmente, infatti, Pignataro Maggiore e Sparanise sono saliti in vetta alla classifica dei comuni più inquinati della Campania a causa dell’elevato inquinamento dell’aria. In particolare, a fronte di un limite massimo imposto per legge di 35 sforamenti annui delle emissioni di PM10, i due comuni caleni sono giunti ad oggi rispettivamente a 21 e 31 giornate di superamento della soglia. Che questo problema sia legato alla presenza della Calenia è provato da uno studio ad opera di due scienziati del CNR che hanno dimostrato come i gas inquinanti prodotti dalla centrale, una volta a contatto con altri agenti presenti in atmosfera, generi le famigerate polveri sottili (PM10) tanto dannose per la salute umana.
A fronte di tutto questo, preoccupano i silenzi e le inerzie della classe politica e delle istituzioni che continuano a minimizzare e a non prendere i necessari e non rinviabili provvedimenti.
Ecco perché, come Comitato Popolare, non smetteremo mai di tenere il fiato sul collo di Calenia Energia e a non ammettere che i 10 anni di attività, celebrati proprio stamane alla presenza dei vertici aziendali svizzeri, siano occasione per ridere alle spalle di chi vive questo territorio.
Axpo e Calenia Energia nell’Agro Caleno rappresentano 10 anni di inquinamento, veleni, disoccupazione, speculazione e corruzione, per questo oggi abbiamo gridato che “NON C’E’ NULLA DA FESTEGGIARE!!!”
Contro chi specula e devasta, saremo sempre in prima linea a difesa della nostra salute e della nostra terra.”

Scuole chiuse: studenti ed insegnati protestano in Prefettura

CASERTA. Studenti e professori degli istituti superiori di Caserta “Michelangelo Buonarroti” ed “Enrico Mattei” hanno manifestato questa mattina con un presidio all’esterno della Prefettura per rivendicare il diritto allo studio e per chiedere chiarezza sul futuro delle due scuole. L’Istituto Tecnico Buonarroti, con 700 studenti, è stato chiuso qualche giorno fa dai carabinieri su ordine della magistratura per problemi di staticità dei pilastri di sostegno dell’ edificio. Domani però ci potrebbe essere il dissequestro dell’area esterna dove erano già stati montati i ponteggi per i lavori di consolidamento, poi interrotti, per permettere agli operai di proseguire le opere; il Mattei invece, anch’esso istituto tecnico e professionale con oltre 800 alunni, potrebbe chiudere domani su ordine del presidente della Provincia Silvio Lavornia sempre per problemi di staticità della struttura. La situazione dei due istituti è legata ai gravi problemi finanziari della Provincia, cui per legge compete la manutenzione delle superiori. L’Ente ormai da settimane non ha più soldi in cassa per far fronte alle proprie funzioni. Al momento dalla Provincia filtrano voci secondo cui il Mattei potrebbe non chiudere.

“Io lo spero” dice il dirigente della scuola Roberto Papa. Potrebbero restare aperte anche le altre due scuole la cui chiusura era stata annunciata nei giorni scorsi, ovvero il Liceo Classico Agostino Nifo di Sessa Aurunca e la succursale del Liceo Classico Cirillo di Aversa. Per il Nifo, sembra che il Comune di Sessa, proprietario dell’edificio dove è ubicato l’istituto superiore insieme anche alle medie, abbia presentato una perizia che attesta la mancanza di problemi di staticità della struttura ed è probabile che il sindaco Silvio Sasso decida di tenerlo aperto. Sul liceo Cirillo sono in corso delle verifiche. Altre due scuole superiori, sempre ubicate a Sessa, potrebbe invece chiudere. Una situazione di caos a pochi giorni dalla fine dell’anno scolastico e a poche settimane dall’inizio degli esami di maturità. Eppure già nel settembre scorso si sapeva che le scuole del Casertano non avevano le certificazioni di sicurezza e qualcuna aveva problemi strutturali. “Sono molto amareggiata – dice la dirigente dell’istituto Buonarroti Vittoria De Lucia – i lavori per un milione di euro, dopo tanti ritardi, erano partiti a gennaio, poi si sono fermati. Non capisco perché”. Sono arrabbiati gli studenti, che da mercoledì potrebbe essere ospitati di pomeriggio nelle aule della Media Dante Alighieri, ma senza poter fare attività di laboratorio. “Se la scuola era davvero insicura era giusto chiuderla – dice Giuseppe Carozza, rappresentante della Consulta degli Studenti del Buonarroti – ma non quando l’anno è quasi finito. Più volte avevamo segnalato alla Provincia i problemi strutturali dell’edificio, ma nessuno ci aveva considerato. Ci sentiamo usati per fini politici che non hanno a che fare con il nostro diritto a studiare in scuole sicure e di qualità”.

Periferie di Maddaloni in rivolta per discariche a cielo aperto: la rabbia della Piscitelli

MADDALONI. Situazione davvero critica quella delle periferie maddalonesi, Pioppolungo, via Lamia e Grotticella. Immondizia sversata, vere e proprie discariche a cielo aperto.

L’associazione La Madonnina, presieduta da Michela Valeria Piscitelli ha inviato un esposto al commissario del Comune e per conoscenza al prefetto e alle forze dell’ordine del territorio.

“Noi dell’associazione La Madonnina il giorno 5 aprile abbiamo presentato una segnalazione al comune dove si fa presente la situazione e dove chiediamo un intervento immediato perché c’è grande criticità.
Numerose sono state le segnalazioni che sia l’associazione che la cittadinanza hanno fatto presso la casa comunale
Ormai in periferia sono presenti discariche a cielo aperto e la situazione andando incontro all’estate diventa insopportabile
I cittadini non ne possono più e la periferia non viene presa in considerazione…  
Noi cittadini di questi quartieri non ci sentiamo parte della citta di Maddaloni perché veniamo dimenticati su tutto….
L’ associazione combatte da anni questa situazione ed è e attiva sul territorio con numerose manifestazioni per valorizzazione la periferia
‘Inoltre io e il signor Luigi Piscitelli ogni giorno insieme all associazione lottiamo per tutte le difficoltà della periferia”.

“Basta sfruttamento”, scatta la protesta degli Oss di Marcianise e Maddaloni

MARCIANISE/MADDALONI. Quando un ruolo lo ricopri da dodici anni parlare di precariato non ha più senso. Una contraddizione in termini che esplode periodicamente e che viene affrontata dai vari manager che si sono succeduti negli anni tenendo ben presente un punto: senza gli Oss, gli operatori socio sanitari, gli ospedali di Marcianise e Maddaloni, non potrebbero nemmeno garantire i servizi essenziali.

E’ questo piccolo esercito “sfruttato e mal pagato”, come spesso ripetono, che stamattina si è dato appuntamento davanti agli uffici della Prefettura di Caserta per invocare una stabilizzazione attesa da oltre un decennio. Sulle loro posizioni si stanno addensando nubi da tempo: per questo viene chiesto il rispetto del capitolato di gara e soprattutto equità tra compensi e compiti effettuati, del tutto simili a quelli di chi è in organico.

Diversi gli striscioni affissi durante la manifestazione che si sta svolgendo in maniera pacifica, compreso un appello al presidente della Regione Vincenzo De Luca affinchè si faccia carico di questa spinosa situazione che non riguarda soltanto i presidi ospedalieri di Maddaloni e Marcianise.

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Effetti del dissesto, triplicate le tariffe del suolo pubblico: in 50 invadono il Comune

SAN FELICE A CANCELLO. Gli effetti del dissesto finanziario del Comune si fanno sentire e non poco. Una città completamente allo sbando, gente spaesata e soprattutto tasse alle stelle.

Questa mattina presso il Municipio c’è stata una protesta abbastanza massiccia da parte dei mercatali che operano nell’area della fiera settimanale.

Almeno una cinquantina sono arrivati in Comune per protestare contro le tariffe del suolo pubblico che sarebbero arrivate tra le 60 e le 80 euro, di fatto triplicate se non quadruplicate.

I suddetti hanno parlato con il segretario ed il dirigente delegato visto che i commissari non c’erano. Sul posto anche i carabinieri che hanno monitorato il tutto.

Insomma i mercatali erano rammaricati ed infuriati e hanno chiesto un incontro con il commissario.

Alcuni dicevano che difficilmente avrebbero continuato a partecipare a questa fiera settimanale, proprio per la salatissima stangata

Un mercatale ha fatto un esempio. .dicendo che da 20 euro che prima pagava ora con il dissesto ne dovrà pagare 80: “E’ assurda e vergognosa questa somma…”.

Queste le sue parole.

 

 

Freddo nelle aule: gli studenti protestano in piazza

SANTA MARIA CAPUA VETERE. Hanno preferito il freddo di Piazza Bovio piuttosto che quello delle aule. E così nella mattinata odierna la città è stata invasa da cortei di studenti della Ragioneria, del Liceo Amaldi e del Liceo Nevio confluiti in Piazza Bovio per protestare contro il perdurare del cattivo funzionamento dei riscaldamenti negli edifici gestiti dalla Provincia.

 

Sotto gli occhi vigili della Polizia di Stato e della Polizia Municipale, gli studenti si sono limitati a stigmatizzare la scarsa attenzione al problema da parte delle istituzioni ed hanno sfilato con plaid e coperte addosso per evidenziare tutto il loro disagio nel seguire le lezioni al freddo ed al gelo. Dopo la manifestazione, il corteo si è sciolto senza incidenti ed i giovani hanno fatto rientro a casa preannunziando la continuazione della protesta fino a risoluzione del problema.
Si tratta di un problema che proprio in queste ultime settimane ha trovato ampia diffusione, date le temperature molto basse, vicino allo zero se non addirittura al di sotto, e che ha creato molti disagi. Tra questi rientra anche la protesta sopra indicata. Infatti il forte freddo non ha fatto altro che accentuare il malfunzionamento dei riscaldamenti che gli studenti hanno denunciato.

Per la dirigente scolastica dell’Istituto Nevio – Amaldi, Rosaria Bernabei, invece, la protesta degli studenti non è altro che una strumentalizzazione dal momento che i termosifoni sono pienamente funzionanti ed a pieno regime.
                                                                                                                                                               ANTONIO TAGLIACOZZI