Bosco vuole mandare a casa il cugino-sindaco: presentato ricorso al Tar

CASAPULLA. I consiglieri comunali di Casapulla del gruppo ‘Campania libera’ (Luigi Bosco, Buro e Sorbo) hanno notificato un ricorso al Tar della Campania per chiedere l’annullamento, previa sospensione, della delibera di Consiglio numero 15 del 3 giugno del 2017, che aveva portato all’approvazione del ‘Rendiconto della gestione per l’esercizio 2016’ e di tutti gli atti ad esso connesso.

Stando a quanto riferiscono i ricorrenti, ad essere stato violato è soprattutto l’articolo 227 comma II del decreto legislativo numero 267 del 2000, secondo il quale la proposta di rendiconto deve essere messa a disposizione dei componenti dell’organo consiliare entro un termine non inferiore ai venti giorni, per consentire ai consiglieri di essere posti nelle condizioni di esercitare l’indispensabile funzione di controllo sull’adeguatezza dell’azione politico-amministrativa della maggioranza comunale.

«A Casapulla – fanno sapere i rappresentanti di ‘Campania libera’ – questi termini non sono stati rispettati». Ecco i fatti: «Con delibera di giunta numero 54 del 29 aprile del 2017 – si legge nel ricorso – l’amministrazione ha proceduto ad una ‘frettolosa’ approvazione della relazione sulla gestione e dello schema di rendiconto dell’esercizio 2016. La maggioranza, però, non ha provveduto a convocare il Consiglio per la discussione dell’adempimento contabile, ragion per cui, con nota dell’11 maggio 2017, il prefetto della Provincia di Caserta ha diffidato l’amministrazione ad approvare la delibera sulla proposta di rendiconto di gestione per l’anno 2016, assegnando il termine di 20 giorni decorrenti dalla notifica del provvedimento. Il sindaco Michele Sarogni – si legge nel ricorso notificato nella giornata di oggi al Tar – a questo punto ha concertato con il presidente del Consiglio, la necessità di convocare un’assemblea per l’approvazione del documento contabile, fissandola per il 3 giugno. Inaspettatamente, il giorno dopo la convocazione, il 26 maggio, il sindaco ha convocato una giunta per procedere all’approvazione della delibera numero 64 ad oggetto ‘Approvazione della relazione sulla gestione e dello schema di rendiconto dell’esercizio 2016. Rettifica ed integrazione deliberazione di giunta numero 54 del 29 aprile 2017’. In sostanza, l’amministrazione ha approvato la reale proposta di rendiconto di gestione 2016 il 26 maggio, ossia a soli otto giorni dalla discussione in aula dello stesso. La delibera di giunta numero 64 del 26 maggio 2017 non è affatto una mera rettifica o integrazione della delibera numero 54 del 29 aprile, bensì è sostanzialmente diversa in quanto introduce degli elementi ‘nuovi’ di assoluta rilevanza contabile. Inoltre, solo il 30 maggio 2017, ad appena 4 giorni dalla discussione in Consiglio, il Revisore dei Conti ha disposto apposita relazione sulla proposta di rendiconto di gestione 2016. Il 2 giugno, il presidente dell’Assise ha inviato una Pec istituzionale al segretario comunale e al sindaco, con la quale faceva rilevare la necessita di un rinvio del punto all’ordine del giorno relativo all’approvazione del rendiconto, in quanto, sia con la delibera di giunta 64 del 26 maggio, sia con il deposito della relazione del Revisore del 30 maggio, venivano violati i termini disposti dall’articolo 227 comma II del Tuel. Alla Pec non c’è stata alcuna risposta. Inoltre, quando in apertura di discussione il consigliere Luigi Bosco ha richiesto un rinvio del punto, nulla è stato detto in merito chiedendo di procedere gelidamente alla votazione sulla proposta di rinvio, che veniva bocciata, procedendo all’approvazione della delibera di consiglio comunale numero 15 del 3 giugno 2017». Per questi motivi, i consiglieri comunali di ‘Campania libera’ di Casapulla chiedono l’annullamento del provvedimento che ha dato il via libera al Rendiconto della gestione per l’esercizio 2016.

Ricorso al Tar: uno dei firmatari rinuncia al giudizio e blinda la sezione 2

CAPODRISE. Colpo di scena a Capodrise in merito alla vicenda del ricorso al Tar presentato dall’ex candidato sindaco, Filippo Topo e da altri tre candidati al consiglio comunale della lista Unione Democratica per Capodrise: Pasquale Magnifico, Salvatore Delli Paoli e Pietro Di Bernardo.

Ad inizio dicembre Il Tar ha espresso parere favorevole sull’istruttoria, dando il via libera alla Prefettura per rivedere le schede, e fissando ad inizio aprile il riconteggio.

Ebbene questo riconteggio sarà monco di una sezione, la numero due, sulla quale aveva presentato ricorso l’ex segretario del Pd Pietro Di Bernardo.

Il fedelissimo dell’europarlamentare Nicola Caputo ha rinunciato al ricorso con una lettera protocollata dal suo avvocato al tribunale amministrativo. Con la rinuncia di Di Bernardo si andranno a contare soltanto tre sezioni. In questo modo le già esili speranze di poter eventualmente ribaltare la situazione per Topo, sotto di 15 voti, si assottigliano ancora di più.

Tanto rumore per nulla, Pietro Di Bernardo, che era stato tra i primi a guidare la crociata anti Crescente e antigattopardiana, si è improvvisamente tirato indietro.

Una decisione che ha dell’incredibile e per quale è nato anche un incidente diplomatico nell’ambito del malridotto Pd provinciale.

In generale tutto questo mette in evidenza un aspetto importante e che abbiamo già sottolineato: a Capodrise la classe politica è la stessa da troppi anni, in molti dovrebbero tirarsi fuori dalla scena e affacciarsi il meno possibile nei periodi elettorali.

 

Di Bernardo con De Luca, Caputo e Topo