Minaccia e aggredisce la ex: ordinanza per un meccanico della Valle

AGGIORNAMENTO ORE 15 E 10. Rivetti dovrà presentarsi domani alle 12 in Procura a Santa Maria per l’interrogatorio di garanzia. Ad accompagnarlo i carabinieri della stazione di Arapia (BN).

LA NOTA DELLA PROCURA

ARIENZO. Nella serata del 12 maggio 2017, i Carabinieri della Stazione di Arienzo, nell’ambito di un’attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE), hanno dato esecuzione all’ordinanza dispositiva di misura coercitiva degli arresti domiciliari nei confronti di RIVETTI Franco ci. ’78 originario di Forcina (BN), ritenuto responsabile dei reati di Stalking, violenza o minaccia per costringere una persona a commettere reato e lesioni aggravate ai danni della moglie e dei familiari della stessa che l’avevano accolta quando aveva interrotto la convivenza con l’indagato.

I militari operanti, nel corso delle investigazioni avviate nel mese di agosto 2016, hanno accertato come il reo, abbia vessato con cadenza quasi giornaliera, la coniuge anche in presenza della prole, agendo con modalità aggressive e prevaricanti. I Carabinieri di Arienzo (CE), acquisita la notizia di reato, hanno condotto immediate indagini espletate mediante l’accurata formalizzazione delle denunce, l’escussione di testimoni nonché l’acquisizione documenti e di referti medici attestanti le lesioni cagionate alla donna. Arrestato, espletate formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione in Forchia (BN).

IL PRIMO LANCIO DI EDIZIONE CASERTA

ARIENZO. I carabinieri della stazione di Arienzo hanno arrestato e posto ai domiciliari Franco Rivetti 39enne meccanico di Forchia, eseguendo un’ordinanza del gip della Procura.

Rivetti che lavora presso un’officina al Nord, è accusato di stalking, maltrattamenti in famiglia e lesioni nei confronti dell’ex convivente. I due sono separati ma hanno dei figli.

La donna della località Crisci veniva giornalmente minacciata e aggredita anche in presenza dei figli.
A seguito delle denunce della suddetta è stata avviata l’indagine.
Dopo le risultanze dell’Arma, l’uomo è stato colpito da ordinanza agli arresti domiciliari.

 

Omicidio Salvelli, due condannati. Assoluzione per Cortese

MARCIANISE/SAN NICOLA LA STRADA/CASERTA. Due  condanne e un’assoluzione clamorosa. Si è concluso con quest’esito il processo di secondo grado per l’omicidio di Raffaele Salvelli, avvenuto a Caserta nell’ambito di una faida per il controllo dello spaccio di stupefacenti.

 

La Corte di Assise di Appello di Napoli ha infatti inflitto trenta anni di reclusione per il ras di San Nicola la Strada Antonio Bruno e ventotto per l’esecutore materiale Clemente Daniele Rivetti, di Caserta. Una riduzione per entrambi che in primo grado erano stati condannati all’ergastolo ma hanno beneficiato dello ‘sconto’ per aver confessato ai giudici le proprie responsabilità in merito al delitto nel corso del processo.

 

Decisione clamorosa per il nipote di Antonio Bruno: Franco Cortese, considerato anche lui un elemento del gruppo sannicolese del clan Belforte, è stato, infatti, assolto. Per lui il procuratore generale nel corso della requisitoria aveva invocato sedici anni di reclusione, avendo avuto un ruolo marginale nell’omicidio avvenuto nel 2006 a Caserta.

 

Antonio Bruno, Franco Cortese, Clemente Daniele Rivetti
Antonio Bruno, Franco Cortese, Clemente Daniele Rivetti

Un piano omicidiario maturato all’interno del clan Belforte per continuare a gestire l’attività di spaccio nelle piazze di San Nicola la Strada, Marcianise e Caserta. La vittima venne attirata in trappolo: Bruno e Rivetti, infatti, lo prelevarono da un bar di San Marco Evangelista e lo portarono poi nelle campagne di San Benedetto a Caserta. Lì Rivetti lo fece uscire dall’auto e lo freddò con un colpo di pistola, anche se non morirà all’istante.

Ammazzato e lasciato nelle campagne, requisitoria per tre dei Belforte

MARCIANISE/SAN NICOLA LA STRADA/CASERTA. Si è svolta stamattina l’udienza del processo per l’omicidio di Raffele Salvelli, giovane ucciso nel 2006 nelle campagne di Caserta per una lotta tra fazioni per il controllo delle piazze di spaccio di Marcianise e del capoluogo.

 

Alla sbarra per questo processo ci sono tre referenti casertani del clan Belforte di Marcianise: si tratta di Antonio Bruno, ras di San Nicola La Strada, di suo nipote, Franco Cortese, anche lui di San Nicola la Strada, e di Clemente Daniele Rivetti, fiancheggiatore di Caserta.

 

 

Nel corso della requisitoria tenutasi stamattina il procuratore generale ha chiesto 30 anni di reclusione ciascuno per Bruno e Rivetti e 16 anni per Cortese. Si tratterebbe di una conferma per quest’ultimo e di una riduzione per i primi due che in primo grado hanno beccato l’ergastolo. Uno sconto di pena dovuto al fatto che sia Bruno che Rivetti hanno confessato di aver partecipato al delitto.